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1. La presidenza finlandese
Il Parlamento finlandese ratificherà in autunno il progetto attuale con
una forte maggioranza [80/90%].
La Finlandia auspica il proseguimento del processo di ratifica negli altri
sette paesi [Irlanda, Portogallo, Danimarca, Svezia, Polonia, Regno Unito,
Repubblica Ceca].
La presidenza finlandese avvierà delle consultazioni bilaterali [la prima si
è già svolta con l'Irlanda] e presenterà delle opzioni alla presidenza
tedesca.
La Finlandia auspica l'entrata in vigore del progetto entro il 2008 con
alcune modifiche e miglioramenti. Condivide l'opinione di chi chiede una
modifica del nome [Legge fondamentale?].
La Finlandia è contraria allo smembramento ["cherry-picking"] del
progetto.
Il
programma finlandese è stato presentato al Parlamento europeo mercoledì
5 luglio dopo essere stato concordato con le successive presidenze tedesca e
portoghese.
Seguiranno, fino alla fine del 2009, le presidenze slovena, francese, ceca e
svedese [nel 2010 la presidenza toccherà al Belgio].
2. In vista del cinquantenario dei Trattati di Roma
Anche i presidenti dei parlamenti nazionali riuniti a Copenaghen hanno
auspicato il proseguimento delle ratifiche pur "rispettando il diritto di
alcuni parlamenti di rinviarla nel tempo" (le
conclusioni di Copenaghen).
In occasione di questa riunione, il
presidente Marini ha annunciato - facendo riferimento alla futura
dichiarazione di Berlino - che il parlamento italiano intende "promuovere a
Roma un incontro che ci veda nuovamente riuniti alla vigilia di un così
importante avvenimento".
Da parte sua, il ministro D'Alema ha proposto al suo collega tedesco di
invitare a Roma il 24 marzo il cancelliere Merkel insieme ai presidenti
delle altre istituzioni [Barroso ed il prossimo presidente del Pe Pöttering]
per chiedere loro di pronunziare dei discorsi in Campidoglio sull'avvenire
dell'Europa insieme al capo del governo italiano Prodi.
Non ha invece suscitato molti consensi l'idea di Delors di riunire a Roma,
alla vigilia di Berlino, gli undici capi di Stati membri dell'Ue secondo la
formula adottata nello scorso aprile a Dresda.
Su iniziativa del parlamento finlandese e del Parlamento europeo una
riunione interparlamentare avrà luogo a Bruxelles il 4-5 dicembre secondo la
formula adottata l'8-9 maggio scorso.
3. Parlamento europeo e Consiglio
Nel suo intervento il presidente Borrell ha insistito sulla necessità che
continui il processo di ratifica affermando che "l'unanimità è necessaria ma
non è lo stesso che siano solo due o più o meno di cinque i paesi che non
hanno proceduto alla ratifica”.
Dopo un dibattito contrastato, il
Parlamento europeo ha adottato in giugno una risoluzione "sulle prossime
iniziative per il periodo di riflessione e analisi sul futuro dell'Europa"
- ribadendo il proprio impegno a favore del progetto e la sua opposizione
all'attuazione frammentaria e all'immediata costituzione di gruppi ristretti
di Stati membri,
- chiedendo al Consiglio europeo di invitare gli Stati membri che non hanno
ancora completato le procedure di ratifica "ad elaborare, entro la fine del
periodo di riflessione, scenari credibili su come intendono far avanzare il
processo
- ribadendo il proprio obiettivo secondo cui la necessaria soluzione
costituzionale dovrebbe essere raggiunta quando i cittadini dell'Unione
saranno chiamati a votare per le elezioni europee nel 2009
- chiedendo alla Commissione di elaborare una relazione sui costi della
mancata entrata in vigore della Costituzione entro la data inizialmente
prevista del 1° novembre 2006.
Facendo seguito al voto in plenaria, la commissione affari costituzionali
del Parlamento europeo ha avviato
una serie di
incontri nei paesi membri ed ha in particolare incontrato a Roma il
presidente Napolitano, il ministro Bonino, il vice ministro Crucianelli e le
commissioni parlamentari competenti della Camera e del Senato.
Nelle sue conclusioni il
Consiglio europeo del 15-16 giugno ha auspicato che il processo di
ratifica sia completato conformemente alle conclusioni del Vertice del
giugno 2005, senza tuttavia prendere impegni - contrariamente a quel che ha
fatto il Pe - sul termine ad quem [2009], pur affermando che i passi
necessari per le future decisioni su come continuare il processo di riforma
dovranno essere effettuati entro il secondo semestre 2008 al più tardi
[presidenza francese del Consiglio] sulla base di un rapporto che sarà
presentato dalla presidenza tedesca alla riunione del Consiglio europeo del
22-23 giugno 2007.
Il Consiglio europeo ha inoltre accolto la grande maggioranza dei
progetti "concreti" proposti dalla Commissione nel suo
documento del 10 maggio "a citizens' agenda: delivering results for
Europe". Un elemento essenziale di questi progetti è rappresentato dal
pacchetto di proposte adottato dalla Commissione il 28 giugno sullo
spazio di libertà, giustizia e sicurezza.
In occasione della riunione di Bruxelles e prendendo posizione sul
dibattito aperto dalla Francia a proposito della "capacità di assorbimento",
il Consiglio ha confermato di voler onorare gli impegni presi con i paesi
candidati ma ha sottolineato nello stesso tempo che l'Ue deve essere capace
di funzionare in futuro politicamente, finanziariamente e istituzionalmente
e che il progetto comune d'Europa deve poter essere ulteriormente
approfondito. La riflessione su tutti gli aspetti dei futuri allargamenti,
ivi compresa la questione della capacità di assorbimento, è stata rinviata
al vertice del 15-16 dicembre a conclusione della presidenza finlandese
sulla base di un rapporto che dovrà essere preparato dalla Commissione
europea.
Durante la fase di preparazione del Consiglio europeo, tutti i governi
avevano espresso il loro consenso alle proposte della Commissione e della
presidenza austriaca: continuazione della pausa di riflessione e doppio
approccio [twin track], mentre le opinioni erano divergenti sulla
questione della capacità di assorbimento.
Nella maggioranza dei commenti sul dopo-vertice, i leader politici e la
stampa sottolineano il fatto che sarebbe stata sconfitta la posizione
austro-francese sulla capacità di assorbimento e che sarebbe invece prevalsa
la linea a favore dell'allargamento [il giornale svedese Svenska
Dagbladet ha scritto: vittoria della Turchia al Vertice].
Fra i giudizi più negativi sui risultati del Vertice quelli della stampa
francese che ha parlato di panne e di impotenza e di volontà di "decidere di
non decidere". Per la stampa d'oltralpe, la partenza di Chirac e Balkenende
è giudicata indispensabile per la ripresa del processo dinriforma
costituzionale.
Pochi giorni dopo il vertice del resto, il primo ministro olandese è
stato costretto a dimettersi a causa delle polemiche suscitate intorno al
tema dell'immigrazione ed alle conseguenti dimissioni dei ministri
appartenenti al partito liberale progressista D'66. L'ex-primo ministro
Lubbers dovrà ora informare la Regina Beatrice sulle possibilità che un
governo minoritario Cda-Vvd possa agire fino alle elezioni legislative che
avranno luogo, anticipate, nel prossimo novembre. Tutti i commentatori si
attendono un ritorno al potere dei socialisti del Pvda ed una svolta anche
nella politica europea considerando che l'opinione dei leader della
coalizione, ivi compreso il primo ministro, hanno ripetutamente affermato
che la costituzione europea è morta [Balkenende dopo il vertice: "the
constitution had passed by"]
La stampa francese ha riferito di una dichiarazione di Segolène Royal
secondo la quale non è più necessario rimettere la Costituzione al centro
delle priorità e che l'Europa reale deve prevalere sull'Europa delle utopie.
Del resto, il "progetto
socialista per la Francia" afferma che i socialisti francesi
"rifiuteranno una ratifica del trattato costituzionale respinto il 29 maggio
anche se accompagnato da un nuovo preambolo" e propongono l'elaborazione di
un trattato "strettamente istituzionale" che organizzerà i poteri, con un Pe
che eserciti piene responsabilità legislative e di bilancio, un presidente
della Commissione eletto dal parlamento, un Consiglio europeo con alla sua
testa un presidente dell'Europa. Secondo i socialisti francesi il trattato
rinegoziato dovrà essere sottoposto ad un nuovo referendum. Un presidente di
sinistra dovrà poi proporre un aumento del bilancio europeo, la priorità
dell'occupazione anche per la Bce, un trattato sociale ed una migliore
protezione dell'Ue nella concorrenza commerciale.
La stampa britannica ha fortemente criticato da parte sua l'opposizione
del governo Blair alla trasparenza delle riunioni del Consiglio in sede
legislativa.
Fra le dichiarazioni post-summit, è opportuno citare quelle di vari primi
ministri:
Verhofstadt [è fallito il tentativo di seppellire la costituzione],
Klaus [la mia opinione sulla costituzione non è cambiata: il testo è
sbagliato],
Rasmussen [non ci sarà ripresa del processo prima delle ratifiche francese e
olandese], Merkel [abbiamo bisogno dell'Europa e per questo abbiamo bisogno
della Costituzione], Chirac [sono possibili miglioramenti istituzionali
nell'ambito dei trattati attuali],
Ahern [la data limite è quella delle elezioni europee del 2009], Prodi [il
lutto è finito], Adamkus [è urgente trovare una soluzione alla crisi della
Costituzione],
Balkenende [escludo un referendum sullo stesso testo o su un testo
leggermente modificato],
Schüssel [ci sono buone speranze di preservare molti elementi della
Costituzione], Marcinkiewicz [non bisogna fissare dei limiti di tempo sul
modo di formulare l'avvenire dell'Europa],
Kukan [abbiamo bisogno della costituzione ed ogni paese membro deve
esprimere la sua opinione su come portare avanti il processo di ratifica],
Persson [ho fiducia nel fatto che ci sarà un nuovo tentativo in Francia e
nei Paesi Bassi] Junker [è impensabile sottomettere ad un nuovo voto,
referendario o parlamentare, un nuovo testo che sarebbe differente - su dei
punti essenziali - da quello già ratificato], Zapatero [la Spagna vuole
preservare l'essenza della Costituzione. Con la ratifica della Finlandia e
l'ingresso di Bulgaria e Romania - che hanno già ratificato attraverso il
protocollo di adesione - saremo 18 su 27, i due terzi della popolazione
europea].
Pier Virgilio Dastoli
Direttore della Rappresentanza in Italia
della Commissione europea
Pier Virgilio Dastoli
Direttore della Rappresentanza in Italia
della Commissione europea
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