attualità

di Euromed Carrefour Sicilia - antenna di informazione EUROPE - DIRECT

 
Aa

CARREFOUR

a

EUROPA & Mediterraneo

notiziario on-line

prima pagina

agricoltura

ambiente

attualità

concorsi

presso Istituzioni

vari

gioventù

manifestazioni

seminari

inviti a proposte

inviti non scaduti

ricerca partner

Sicilia

pagine Regione Siciliana

documenti C. Europea

regolamenti C- Europea

Attività

AgribuSicilia

Convegni, seminari,..

Sportello europeo giovani

SVE, progetto password

SVE, Serv.Vol.europeo

Interattività

Leader+ sicilia, forum

Phare, community

Utility

Paesi UE

Agenzie UE

Sigle UE

Link

www.europa

www.giovani

Documenti

UE, testi

UE- GIOVANI,  testi

   

Rete Europe Direct

EUROMED CARREFOUR SICILIA

Antenna di informazione

EUROPE DIRECT 2005-2008"

 

Europa & Mediterraneo

fonte

Commissione Europea

04.04.2006

 

attualità

Attualità, news >>

Politiche regionali >>

Costituzione UE >>

Archivio news>>


 

Attendendo la Costituzione europea V

quinto  appuntamento con i principali avvenimenti legati all'avvenire dell'Europa


Pier Virgilio Dastoli
Direttore della Rappresentanza in Italia
della Commissione europea

primo appuntamento (17 marzo 2006)

secondo appuntamento (3 aprile 2006)

terzo appuntamento (21 aprile 2006)

quarto appuntamento (8 maggio 2006)

quinto appuntamento (29 maggio 2006)

(29 maggio 2006) Al di là dell’interesse di teorici del diritto e diplomatici nazionali, il tema della Costituzione (ancorché europea) evoca o dovrebbe evocare valori democratici, radici storiche, conflitti ideologici e politici che sarebbero in grado di suscitare maggiori emozioni nelle opinioni pubbliche nazionali più di quanto abbia fatto fino ad ora il dibattito sull’avvenire dell’Europa.

L’anniversario della morte di Altiero Spinelli (23 maggio 1986-23 maggio 2006) e le prossime celebrazioni della sua nascita (31 agosto 1907-31 agosto 2007) hanno attualizzato il suo pensiero e la sua azione dedicati l’uno e l’altra alla missione della costruzione di un’Europa federata come garante della pace e della democrazia sul continente, seguendo un metodo costituente nel solco dell’intuizione avuta nel 1935 di Carlo Rosselli.

All’attualità del pensiero di Spinelli è dedicato il più recente scritto di Ernesto Galli della Loggia che, salvo errori od omissioni, non ha suscitato ancora commenti, consensi o critiche.

Confesso che la mia ultima lettura di un testo di Galli della Loggia risale a dieci anni fa, quando l’Editrice Laterza pubblicò il suo “La Morte della Patria”. Da allora in poi, ho accuratamente evitato di scorrere i suoi commenti sul Corriere della Sera così come non mi sono avventurato nella lettura dell’effimero Global FP che, sotto la sua direzione, non ha vissuto che l’espace d’un matin, come la poetica rosa.

Sono stato attratto mio malgrado dall’ultima fatica di Galli della Loggia alla quale il Corriere della Sera ha dedicato uno spazio degno di miglior causa nell’edizione del 26 maggio (occhiello a pagina 1 e l’intera pagina 45) sotto il titolo accattivante L’Italia ed il mito europeo.

Dopo aver abbandonato inizialmente i panni dello storico (chi non ricorda il suo importante contributo al volume di A. Bravo Donne e uomini nelle guerre mondiali edito da Laterza nel 1991?) per discettare sul ruolo del Capo dello Stato, Galli della Loggia riprende il cammino a lui caro della rivisitazione della consolidata storia patria contestando al Presidente Napolitano di aver incautamente incluso nell’ideologia ufficiale della Repubblica nientemeno che l’europeismo, celebrando con questo valore l’azione ed il pensiero di Altiero Spinelli e di chi, con lui, scrisse nel 1941 il Manifesto di Ventotene.

Secondo Galli della Loggia il Manifesto pecca di eccesso di socialismo, di scarso apprezzamento della democrazia politica (quale la intendiamo noi e quale la intende la nostra Costituzione) giungendo fino al punto di proporre una dittatura al posto della preventiva consacrazione dell’allora inesistente sovranità popolare.

Spinelli ammetteva di non essere “figlio della città democratica” ma di essere un convertito al contrario di Ernesto Rossi, che fu tra i fondatori del movimento antifascista Giustizia e Libertà e  di Eugenio Colorni che fu attivo in questo movimento prima di aderire al Partito Socialista. Da convertito espulso dal Partito Comunista per aver messo in discussione la mancanza di libertà e di democrazia nel sistema sovietico, Spinelli riconosceva i servizi insostituibili resi dall’economia di mercato, il legame logico ineliminabile fra proprietà pubblica di tutti i mezzi di produzione e dispotismo politico, l’inconsistenza logica di ogni forma di società sindacalista, corporativa o di autogestione, sostitutiva del mercato...

Sappiamo che Spinelli, Rossi e Colorni erano avversi alla cultura nazionale e probabilmente la giudicavano – contrariamente a Galli della Loggia - illusoria, meschina e sterile come ha fatto il Presidente Napolitano a Ventotene ed Ernesto Rossi diceva di sè Io mi sono sentito sempre più europeo che italiano o meglio, mi sono sentito italiano in quanto questa qualità mi dava il modo di affermarmi come europeo.

Nel rivisitare le radici storiche del processo politico di unità del continente sarebbe poi utile ricordare – come fa Lucio Levi nell’ultima riedizione del Manifesto (Oscar Saggi Mondadori, maggio 2006 – Presentazione di Tommaso Padoa Schioppa) – che il programma di Ventotene si impose come la concezione più radicale ma anche la più matura e profonda dell’unità europea; essa ispirò la dichiarazione dei combattenti della Resistenza di nove paesi nel luglio del 1944 e fu diffusa tra i movimenti di resistenza di tutta Europa.

Contrariamente a quel che pensa e scrive Galli della Loggia, non vi è infine bisogno di includere nell’ideologia ufficiale della Repubblica l’europeismo perché esso affonda le sue radici profonde nell’articolo 11 della nostra Costituzione, attraverso il quale l’Italia non solo ha ripudiato la guerra come soluzione delle controversie internazionali ma ha partecipato e partecipa attivamente al processo di superamento delle divisioni nazionali nella prospettiva di una comune sovranità europea.

Dalle radici storiche dell’europeismo all’attualità dell’avvenire dell’Europa il passo è apparentemente lungo anche se Padoa Schioppa ci ricorda (nella sopra citata presentazione) che l’Europa ha imboccato la strada di Ventotene ma, per non averla percorsa sino in fondo non è pronta all’appuntamento con la storia, non è in condizione di esercitare tutto il suo peso per spingere il mondo fuori dal dilemma equilibrio-egemonia accompagnandolo verso un ordine mondiale fondato sul diritto.

Di avvenire dell’Europa e di Costituzione europea hanno discusso in Austria i ministri degli Esteri dei venticinque, in una riunione dove ha fatto il suo esordio il neo-ministro italiano Massimo D’Alema. Essendo ormai scontato il prolungamento della pausa di riflessione di un anno per permettere di superare lo scoglio delle elezioni (presidenziali e legislative) francesi e legislative olandesi, è apparsa evidente la convergenza fra la Germania e l’Italia: il che rappresenta un buon segnale in vista dell’incontro del 6 giugno a Berlino fra Angela Merkel e Romano Prodi. A Roma e Berlino si condivide l’idea che occorre rilanciare il processo costituzionale in Europa e che bisogna respingere sia l’idea di chi propone (come il lussemburghese Juncker) di rinviare tutto al 2010 sia le proposte di chi vuole abbandonare la Costituzione per “espiantare” alcune sue parti nel Trattato di Nizza. 

Da segnalare in Francia il sondaggio sulla Costituzione europea effettuato da Libération (16 maggio 2006) la “tribuna” di Laurent Fabius pubblicata da Le Monde il 22 maggio e l’intervista di Valéry Giscard d’Estaing al Financial Times (23 maggio 2006). Jacques Delors ha poi confrontato il suo punto di vista in Italia con Enrico Letta (Palazzo Farnese, 29 maggio 2006).

Per quanto riguarda il processo di ratifica del testo firmato a Roma il 29 ottobre 2004, ricordiamo che il Parlamento finlandese dovrebbe ratificare o prima della fine di giugno – come chiede il governo – o in ottobre come propone la commissione parlamentare competente (solo il 9% dei finlandesi dice di conoscere il contenuto della Costituzione), che la Svezia potrebbe procedere ad una ratifica parlamentare dopo le elezioni legislative del 24 settembre 2006, che in Portogallo potrebbe essere fissata la data del referendum prima della fine dell’anno mentre l’Irlanda potrebbe attendere le elezioni legislative del maggio 2007 (il ministro per gli affari europei Treacy ha confermato recentemente l’impegno del suo paese a favore del testo attuale). Resta incerta la situazione in Danimarca, nella Repubblica Ceca (il presidente Klaus ha detto che la Costituzione europea non è all’ordine del giorno), in Polonia e nel Regno Unito.

Sull’insieme del periodo di riflessione, suggeriamo infine di leggere la rassegna mensile Demain l’Europe di Cécile Barbier edita dall’Osservatorio Sociale Europeo di Bruxelles.
 

Pier Virgilio Dastoli
Direttore della Rappresentanza in Italia
della Commissione europea