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Attendendo la Costituzione europea il Primo Ministro britannico, Tony
Blair, ha deciso un rimpasto governativo dopo il risultato deludente delle
elezioni locali del 5 maggio. Lascia il governo il ministro degli esteri
Straw, che non aveva certo manifestato un grande entusiasmo per la
Costituzione europea, e viene sostituito dalla signora Margaret Beckett, che
ha una lunga esperienza nelle questioni europee ed è nota per il suo
approccio pragmatico. La partenza di Straw non può essere spiegata solo con
la sua settennale permanenza al Foreign Office ma anche con il risultato
deludente della sua politica europea. Cambio della guardia anche al
ministero degli affari europei dove al posto di Douglas Alexander arriva
Geoff Hoon, già ministro della Difesa e deputato europeo, che aveva mostrato
il suo approccio pro-europeo quando aveva ricoperto in passato l’incarico
che ritrova ora dopo il rimpasto. Ambedue i nuovi ministri dovrebbero
riscuotere il consenso anche di Gordon Brown, lasciando così inalterato
all’interno del governo l’equilibrio fra i suoi supporters e quelli di Tony
Blair in vista di un cambio dellla guardia che sembra ora rinviato a data da
destinarsi.
Attendendo la Costituzione europea, il governo francese ha presentato il
26 aprile ai partner un memorandum nel quale si propongono alcuni
miglioramenti istituzionali in base ai trattati attuali in vista della
riunione straordinaria dei ministri degli esteri di fine maggio e del
Consiglio europeo di metà giugno. Secondo la diplomazia francese, non si
tratta di un “piano B” alternativo alla Costituzione europea ma della
volontà pragmatica di contribuire ad un migliore funzionamento dell’Unione
in attesa della fine della riflessione e, soprattutto, delle elezioni in
Francia ed Olanda. Nel frattempo, il ministro degli affari europei, la
signora Colonna, ha aperto un sito di consultazione sull’avvenire
dell’Europa che segue così l’esempio del governo olandese:
www.touteleurope.fr.
Smentendo parzialmente l’approccio prudente della diplomazia, il deputato
europeo Alain Lamassoure (consigliere politico del présidentiable Nicolas
Sarkozy) propone a Europolitique
del 28 aprile un vero e proprio “piano B” con un Trattato di Nizza
rafforzato dalle modifiche istituzionali della Costituzione europea.
Abbiamo già annunciato l’imminente ratifica parlamentare dell’Estonia,
significativamente calendarizzata nella Giornata dell’Europa ed il
preannuncio della ratifica della Finlandia prima dell’inizio del suo
semestre di presidenza. Incontrando il presidente Barroso, il premier
finlandese ha lanciato l’idea di una riunione speciale del Consiglio
europeo, sul modello del Vertice di Hampton Court (la riunione dei capi di
Stato sul modello sociale promossa dalla Presidenza britannica), dedicata
all’avvenire dell’Europa.
In attesa che i governi escano dal loro silenzio sull’avvenire della
Costituzione europea, la Commissione europea si appresta a raccomandare un
“programma per il futuro dell’Europa” con proposte concrete alle
preoccupazioni dei cittadini. Ne hanno discusso i commissari in un seminario
a porte chiuse alla fine di aprile dividendosi in tre gruppi di lavoro,
mettendo a punto un documento che il presidente Barroso svelerà in parte
davanti ai deputati europei e nazionali il 9 maggio e che sarà approvato dal
Collegio il 10 maggio come contributo al conclave dei ministri degli esteri
nell’Abbazia di Klosterneuburg di fine maggio.
Di questo e di altre questioni europee hanno parlato a Roma il presidente
Barroso ed il leader del centro-sinistra Romano Prodi in un incontro “fra
amici”. Sull’avvenire della Costituzione europea, Prodi sembra muoversi in
una direzione simile a quella del cancelliere Merkel (che, ricordiamo,
presenterà la sua visione dell’Europa ai membri del Bundestag l’11 maggio)
con la proposta di una Costituzione resa più leggera con l’accantonamento
della terza parte ma rafforzata da una dichiarazione sul modello sociale. Il
leader dell’Unione ne ha parlato alla stampa estera e poi al Sunday Times,
avvertendo i britannici che una maggioranza di paesi membri potrebbe
decidere di andare avanti senza attendere gli Stati recalcitranti.
Si muove infine la società civile - non solo quella che si è mobilitata
da Seattle in poi - il “forum per un’altra
Europa” si è riunito dal 4 al 7 maggio ad Atene - contro la
globalizzazione ed anche contro la Costituzione ma anche quell’insieme delle
organizzazioni non governative che hanno svolto un ruolo costruttivo durante
l’elaborazione della Carta di Nizza e poi nella prima fase dei lavori sulla
Costituzione europea. Il Forum
permanente della società civile ha presentato il 26 aprile un progetto
dettagliato intitolato “
I Cittadini di fronte all’Unione europea – innovazione e governance: un
calendario per uscire dalla crisi” preannunciando degli Stati generali
della società civile a Roma nel marzo 2007 mentre la
commissione
affari costituzionali del Parlamento europeo ha consultato diciannove
reti europee in un’audizione pubblica il 24 e 25 aprile. A seguire, due
appuntamenti della società civile a Vienna: il primo promosso il 22 e 23
maggio da Cittadinanza
Attiva con proposte sulla democrazia partecipativa ed il secondo dall’Unione
europea dei Federalisti il 28 e 29 giugno con proposte sulla
Costituzione europea e sul referendum paneuropeo che molti vorrebbero
convocare in occasione delle elezioni europee del giugno 2009.
Sarà certamente utile per gli uni e per gli altri tener conto dei
risultati dell’ultimo
Eurobarometro presentato dalla Commissione europea, che conferma un
preoccupante calo di consensi dell’opinione pubblica europea sull’Unione
europea così come essa appare oggi agli occhi dei cittadini.
Pier Virgilio Dastoli
Direttore della Rappresentanza in Italia
della Commissione europea
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