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04.04.2006

 

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Attendendo la Costituzione europea III

Terzo appuntamento con i principali avvenimenti legati all'avvenire dell'Europa


Pier Virgilio Dastoli
Direttore della Rappresentanza in Italia
della Commissione europea

primo appuntamento (17 marzo 2006)

secondo appuntamento (3 aprile 2006)

terzo appuntamento (21 aprile 2006)

quarto appuntamento (8 maggio 2006)

quinto appuntamento (29 maggio 2006)

(21 aprile 2006) In attesa del Consiglio europeo di giugno a conclusione della presidenza austriaca, l’agenda europea prevede almeno sei importanti appuntamenti:

- il dialogo fra la commissione affari costituzionali del Parlamento europeo e la società civile organizzata (24-25 aprile)

- il seminario di riflessione della Commissione europea (27-28 aprile) dal quale dovrebbero emergere le linee essenziali delle proposte che il presidente Barroso renderà note il 10 maggio. Si possono intanto consultare le più recenti idee di Barroso sullo stato dell’integrazione europea leggendo il suo discorso all’Istituto Universitario Europeo di Fiesole

- la discussione in seno alla commissione affari costituzionali nella riunione del 2-3 maggio sul periodo di riflessione con la partecipazione della vicepresidente della Commissione europea Margot Wallström in vista di un dibattito in seduta plenaria

- l’incontro fra il Parlamento europeo ed i parlamenti nazionali, che avrà luogo a Bruxelles l’8 e 9 maggio

- la dichiarazione di politica europea del cancelliere Merkel davanti al Bundestag l’11 maggio con un particolare accento sul futuro della Costituzione europea

- la riunione informale dei ministri degli esteri dei 25, convocata a sorpresa dalla Presidenza austriaca per il 27 e 28 maggio in Austria.

Non è prevedibile un rilancio miracoloso della Costituzione europea poiché la Commissione europea si limiterà probabilmente a proporre un calendario fino al giugno 2007, la presidenza austriaca non ha svolto alcun lavoro diplomatico per uscire dalla pausa ed entrare in una riflessione collettiva ed il governo tedesco aspetta l’esito delle elezioni francesi ed olandesi per proporre una soluzione alla crisi europea.

L’Unione europea senza Costituzione
In mancanza di miracoli, è importante sgombrare il tavolo da alcune false speranze che hanno alimentato parte del già rarefatto dibattito europeo.

Alcuni leader nazionali (Chirac, Sampaio, Sarkozy) hanno suggerito di applicare in modo pragmatico molte innovazioni della Costituzione europea (cherry picking) evitando lo scoglio della modifica dei trattati e le ratifiche nazionali. Certamente sarebbe possibile immaginare che gli Stati membri possano decidere all’unanimità di attribuire all’Unione poteri d’azione non previsti dai Trattati in settori come l’energia o la politica macro-economica o le relazioni esterne, utilizzando l’articolo 308 (l’ex-articolo 235). La trasformazione in politiche ed atti giuridicamente rilevanti di queste decisioni si scontrerebbe tuttavia con gli ostacoli derivanti dalle mancata entrata in vigore di importanti innovazioni della Costituzione come:

- l’estensione del voto a maggioranza nel Consiglio in 24 aree sensibili come il terzo pilastro relativo alla libertà, alla sicurezza interna ed alla giustizia
- il nuovo meccanismo di calcolo della maggioranza qualificata, destinato a sostituire il sistema arzigogolato introdotto dal Trattato di Nizza
- l’estensione della procedura di codecisione nelle nuove aree di azione dell’Unione
- il rafforzamento della coesione internazionale dell’Unione con la creazione della figura del Ministro degli esteri (impossibile senza la modifica dell’articolo 213)
- la formazione di un servizio di azione esterna europeo sotto la responsabilità del ministro degli esteri
- la semplificazione nella classificazione delle competenze e degli atti giuridici comunitari
- la soppressione della struttura dell’Unione in tre “pilastri”: la Comunità, la politica estera, lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia
- il rafforzamento dell’azione dell’Unione nei settori dell’energia, della ricerca, della salute e dei servizi di interesse generale
- il carattere giuridicamente vincolante della carta di Nizza sui diritti fondamentali.

Un’altra falsa speranza è legata all’idea di sostituire gli effetti innovativi della Costituzione europea e di superare l’ostacolo dell’unanimità utilizzando lo strumento delle cooperazioni rafforzate (art. 43-45 UE, 27 A e 27 E per la PESC, 40-40 B per la cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale). Taluni confondono poi le possibilità offerte da tali cooperazioni rafforzate, definite e limitate dai Trattati, con formule variegate di “avanguardie” o “gruppi di pionieri”, non definite e non delimitate dai Trattati. Con le prime si possono fare (ma non si sono ancora fatti) alcuni passi in avanti settoriali come per la tassa sull’energia ma non si potrà realizzare una politica fiscale globale o una politica della difesa comune né anticipare alcune soluzioni istituzionali previste dalla Costituzione europea. In ogni caso, ogni cooperazione rafforzata si svilupperà in un ambito puramente intergovernativo con il rischio di danneggiare la coesione e la coerenza del sistema istituzionale comunitario.

A che punto è la Costituzione europea
Sappiamo tutti che la Costituzione è stata ratificata da quattordici paesi membri, che i parlamenti bulgaro e romeno si sono espressi a favore con un voto che vale una ratifica. In Finlandia, dopo l’accordo unanime della “grande commissione”, Parlamento e governo prevedono la ratifica parlamentare della Costituzione prima dell’inizio della Presidenza finlandese (1° luglio 2006) mentre il parlamento estone potrebbe concludere la terza ed ultima lettura della Costituzione prima della fine di maggio. Dei sette paesi...in lista d’attesa, solo uno prevede con certezza una ratifica parlamentare per ora lontana nel tempo (la Svezia) mentre negli altri sei (Danimarca, Irlanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito e Repubblica Ceca) il governo o le norme costituzionali hanno imposto una ratifica referendaria.

A sorpresa il ministro francese agli affari europei, la signora Colonna, ha dichiarato a Tallinn – durante la sua visita in Estonia (31 marzo 2006) che il processo di ratifica della Costituzione europea deve proseguire mentre il commissario Mandelson ha dichiarato in un discorso a Bucarest che l’Unione ha bisogno della Costituzione europea meritando così un encomio dall’Indipendent (Mr. Mandelson is correct, 7 aprile 2006).

Due future presidenze si preparano intanto a gestire il dibattito sulla Costituzione europea: il ministro degli esteri tedesco Stenmeier (Die Welt) ha annunciato che il suo governo presenterà alla fine della sua presidenza (giugno 2007) un piano strategico per la ratifica proponendo di applicare alla Costituzione europea la terminologia tedesca (Grundgesetz: Legge Fondamentale) mentre il governo portoghese prepara un suo documento per il successivo semestre di presidenza (1° luglio-31 dicembre 2007).

Frammenti di idee per la futura riflessione sull’avvenire dell’Europa
In mancanza di un dibattito collettivo europeo o di suddivisioni nazionali del dibattito europeo, le cronache ci suggeriscono frammenti di idee che vale la pena di evocare in vista della discussione che verrà.

Se difettano per ora le scelte strategiche dei governi nazionali, si muovono invece i partiti (abbiamo già citato i documenti del PPE e del PSE) ma sopratutto i movimenti come il francese “Sauvons l’Europe” o il Forum Permanente della Società Civile o il Forum Sociale Europeo. Dopo la Convenzione dei cittadini europei di Genova, i federalisti europei si troveranno di nuovo a Vienna prima del Consiglio europeo di giugno.

Ricordiamo infine il Forum di discussione lanciato dalla Commissione europea con la possibilità di promuovere quest’iniziativa sul proprio sito (utilizzando il logo dell’iniziativa) o il sito creato dal governo olandese per consultare i suoi cittadini in vista del Consiglio europeo di giugno.

Pier Virgilio Dastoli
Direttore della Rappresentanza in Italia
della Commissione europea