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(21 aprile 2006) In attesa del Consiglio europeo di giugno a conclusione
della presidenza austriaca, l’agenda europea prevede almeno sei importanti
appuntamenti:
- il
dialogo fra la commissione affari costituzionali del Parlamento europeo
e la società civile organizzata (24-25 aprile)
- il seminario di riflessione della Commissione europea (27-28 aprile)
dal quale dovrebbero emergere le linee essenziali delle proposte che il
presidente Barroso renderà note il 10 maggio. Si possono intanto consultare
le più recenti idee di Barroso sullo stato dell’integrazione europea
leggendo il suo
discorso all’Istituto Universitario Europeo di Fiesole
- la discussione in seno alla commissione affari costituzionali nella
riunione del 2-3 maggio sul periodo di riflessione con la partecipazione
della vicepresidente della Commissione europea Margot Wallström in vista di
un dibattito in seduta plenaria
- l’incontro fra il Parlamento europeo ed i parlamenti nazionali, che
avrà luogo a Bruxelles l’8 e 9 maggio
- la dichiarazione di politica europea del cancelliere Merkel davanti al
Bundestag l’11 maggio con un particolare accento sul futuro della
Costituzione europea
- la riunione informale dei ministri degli esteri dei 25, convocata a
sorpresa dalla Presidenza austriaca per il 27 e 28 maggio in Austria.
Non è prevedibile un rilancio miracoloso della Costituzione europea
poiché la Commissione europea si limiterà probabilmente a proporre un
calendario fino al giugno 2007, la presidenza austriaca non ha svolto alcun
lavoro diplomatico per uscire dalla pausa ed entrare in una riflessione
collettiva ed il governo tedesco aspetta l’esito delle elezioni francesi ed
olandesi per proporre una soluzione alla crisi europea.
L’Unione europea senza Costituzione
In mancanza di miracoli, è importante sgombrare il tavolo da
alcune false speranze che hanno alimentato parte del già rarefatto dibattito
europeo.
Alcuni leader nazionali (Chirac, Sampaio, Sarkozy) hanno suggerito di
applicare in modo pragmatico molte innovazioni della Costituzione europea (cherry
picking) evitando lo scoglio della modifica dei trattati e le ratifiche
nazionali. Certamente sarebbe possibile immaginare che gli Stati membri
possano decidere all’unanimità di attribuire all’Unione poteri d’azione non
previsti dai Trattati in settori come l’energia o la politica
macro-economica o le relazioni esterne, utilizzando l’articolo 308
(l’ex-articolo 235). La trasformazione in politiche ed atti giuridicamente
rilevanti di queste decisioni si scontrerebbe tuttavia con gli ostacoli
derivanti dalle mancata entrata in vigore di importanti innovazioni della
Costituzione come:
- l’estensione del voto a maggioranza nel Consiglio in 24 aree sensibili
come il terzo pilastro relativo alla libertà, alla sicurezza interna ed alla
giustizia
- il nuovo meccanismo di calcolo della maggioranza qualificata, destinato a
sostituire il sistema arzigogolato introdotto dal Trattato di Nizza
- l’estensione della procedura di codecisione nelle nuove aree di azione
dell’Unione
- il rafforzamento della coesione internazionale dell’Unione con la
creazione della figura del Ministro degli esteri (impossibile senza la
modifica dell’articolo 213)
- la formazione di un servizio di azione esterna europeo sotto la
responsabilità del ministro degli esteri
- la semplificazione nella classificazione delle competenze e degli atti
giuridici comunitari
- la soppressione della struttura dell’Unione in tre “pilastri”: la
Comunità, la politica estera, lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia
- il rafforzamento dell’azione dell’Unione nei settori dell’energia, della
ricerca, della salute e dei servizi di interesse generale
- il carattere giuridicamente vincolante della carta di Nizza sui diritti
fondamentali.
Un’altra falsa speranza è legata all’idea di sostituire gli effetti
innovativi della Costituzione europea e di superare l’ostacolo
dell’unanimità utilizzando lo strumento delle cooperazioni rafforzate (art.
43-45 UE, 27 A e 27 E per la PESC, 40-40 B per la cooperazione di polizia e
giudiziaria in materia penale). Taluni confondono poi le possibilità offerte
da tali cooperazioni rafforzate, definite e limitate dai Trattati, con
formule variegate di “avanguardie” o “gruppi di pionieri”, non definite e
non delimitate dai Trattati. Con le prime si possono fare (ma non si sono
ancora fatti) alcuni passi in avanti settoriali come per la tassa
sull’energia ma non si potrà realizzare una politica fiscale globale o una
politica della difesa comune né anticipare alcune soluzioni istituzionali
previste dalla Costituzione europea. In ogni caso, ogni cooperazione
rafforzata si svilupperà in un ambito puramente intergovernativo con il
rischio di danneggiare la coesione e la coerenza del sistema istituzionale
comunitario.
A che punto è la Costituzione europea
Sappiamo tutti che la Costituzione è stata ratificata da
quattordici paesi membri, che i parlamenti bulgaro e romeno si sono espressi
a favore con un voto che vale una ratifica. In Finlandia, dopo l’accordo
unanime della “grande commissione”, Parlamento e governo prevedono la
ratifica parlamentare della Costituzione prima dell’inizio della Presidenza
finlandese (1° luglio 2006) mentre il parlamento estone potrebbe concludere
la terza ed ultima lettura della Costituzione prima della fine di maggio.
Dei sette paesi...in lista d’attesa, solo uno prevede con certezza una
ratifica parlamentare per ora lontana nel tempo (la Svezia) mentre negli
altri sei (Danimarca, Irlanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito e Repubblica
Ceca) il governo o le norme costituzionali hanno imposto una ratifica
referendaria.
A sorpresa il ministro francese agli affari europei, la signora Colonna,
ha dichiarato a Tallinn – durante la sua visita in Estonia (31 marzo 2006)
che il processo di ratifica della Costituzione europea deve proseguire
mentre il commissario Mandelson ha dichiarato in un discorso a Bucarest che
l’Unione ha bisogno della Costituzione europea meritando così un encomio
dall’Indipendent (Mr. Mandelson is correct, 7 aprile 2006).
Due future presidenze si preparano intanto a gestire il dibattito sulla
Costituzione europea: il ministro degli esteri tedesco Stenmeier (Die
Welt) ha annunciato che il suo governo presenterà alla fine della sua
presidenza (giugno 2007) un piano strategico per la ratifica proponendo di
applicare alla Costituzione europea la terminologia tedesca (Grundgesetz:
Legge Fondamentale) mentre il governo portoghese prepara un suo documento
per il successivo semestre di presidenza (1° luglio-31 dicembre 2007).
Frammenti di idee per la futura riflessione sull’avvenire
dell’Europa
In mancanza di un dibattito collettivo europeo o di
suddivisioni nazionali del dibattito europeo, le cronache ci suggeriscono
frammenti di idee che vale la pena di evocare in vista della discussione che
verrà.
Se difettano per ora le scelte strategiche dei governi nazionali, si
muovono invece i partiti (abbiamo già citato i documenti del PPE e del PSE)
ma sopratutto i movimenti come il francese “Sauvons
l’Europe” o il Forum
Permanente della Società Civile o il
Forum Sociale Europeo. Dopo la
Convenzione dei cittadini
europei di Genova, i federalisti europei si troveranno di nuovo a Vienna
prima del Consiglio europeo di giugno.
Ricordiamo infine il
Forum di
discussione lanciato dalla Commissione europea con la possibilità di
promuovere quest’iniziativa sul proprio sito (utilizzando il
logo
dell’iniziativa) o il sito
creato dal governo olandese per consultare i suoi cittadini in vista del
Consiglio europeo di giugno.
Pier Virgilio Dastoli
Direttore della Rappresentanza in Italia
della Commissione europea
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