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17 marzo 2006

 

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Attendendo la Costituzione europea I

Primo appuntamento con i principali avvenimenti legati all'avvenire dell'Europa

Pier Virgilio Dastoli
Direttore della Rappresentanza in Italia
della Commissione europea


Pier Virgilio Dastoli
Direttore della Rappresentanza in Italia
della Commissione europea

primo appuntamento (17 marzo 2006)

secondo appuntamento (3 aprile 2006)

terzo appuntamento (21 aprile 2006)

quarto appuntamento (8 maggio 2006)

quinto appuntamento (29 maggio 2006)

(17 marzo 2006) Secondo un sondaggio effettuato in Francia dalla Commissione europea nel mese di gennaio, la maggioranza dei francesi reclama una Costituzione europea giudicando preferibile far precedere l'approfondimento dell'Unione al suo allargamento verso altri paesi dell'Europa orientale [Romania e Bulgaria] e verso gli altri Stati che hanno già avviato i negoziati di adesione [Turchia e Croazia in particolare]. Se l'Unione fosse politicamente più integrata, i francesi interrogati sembrerebbero tuttavia pronti ad accettare l'adesione di questi nuovi paesi.

Se l'idea di dare una Costituzione all'Europa è condivisa dalla maggioranza degli intervistati, le opinioni dei francesi sono confuse sul destino del progetto firmato a Roma il 29 ottobre 2004 dai venticinque governi nazionali. Appaiono più numerosi quelli che chiedono di fare tabula rasa del progetto respinto in Francia e Paesi Bassi [39%] rispetto a quelli che chiedono di rinegoziare parti del progetto [35%] o che preferirebbero un'unione più coesa all'interno di una più vasta zona di libero scambio fondata sui trattati attuali.

I francesi si dividono così allo stesso modo dei loro concittadini degli altri paesi membri anche se le percentuali di consenso verso l'una e l'altra ipotesi cambiano da paese a paese.

> Il sondaggio effettuato in Francia (Quelle Europe? La construction européenne vue par les Français)

Dal voto negativo della maggioranza dei francesi ed olandesi sul progetto di Costituzione ad oggi si sono accumulati sul tavolo delle istituzioni avvenimenti, decisioni e dichiarazioni che conviene qui riassumere per consentire a chi ci legge di avere una visione di insieme dello stato del dibattito sull'avvenire politico ed istituzionale dell'Unione europea.

A partire da oggi ed ogni quindici giorni il sito della Rappresentanza in Italia della Commissione europea proporrà una sintesi dei principali avvenimenti legati all'avvenire dell'Europa... “Attendendo la Costituzione europea”.

1. La pausa di riflessione. Il Consiglio europeo del giugno 2005 ha deciso di aprire una pausa di riflessione sulla Costituzione europea fino alla fine della presidenza austriaca. Il Consiglio europeo del dicembre 2005 ha preso atto di un rapporto della presidenza britannica nel quale si constata che la pausa non è stata accompagnata da nessuna riflessione e che nessun governo - contrariamente a quel che avvenne dopo Nizza e Laeken - ha promosso consultazioni dei cittadini sull'avvenire dell'Unione.

Si è invece consolidato un largo consenso intorno alla proposta del Parlamento europeo di prolungare la pausa di riflessione fino alla fine del semestre di presidenza tedesca del Consiglio nel giugno 2007 e cioè dopo le elezioni presidenziali e parlamentari francesi e le elezioni parlamentari olandesi.

La Commissione europea ha lanciato da parte sua una consultazione dei cittadini sia attraverso una serie di forum con gruppi di interesse specifico [ong, associazioni di imprese, parti interessate] che attraverso un suo sito multilingue o scrivendo a: Consultazione sul libro bianco su una politica europea di comunicazione - Commissione europea - Direzione generale Comunicazione - B-1049 Bruxelles - Belgio.

Il Parlamento europeo ha proposto l'organizzazione di forum di dibattiti interparlamentari di cui il primo avrà luogo in occasione della giornata dell'Europa del prossimo 9 maggio.

> Dichiarazione dei Capi di Stato o di Governo degli Stati membri dell’Unione europea sulla ratifica del Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa (Consiglio europeo del 16 e 17 giugno 2005)
> Conclusioni della presidenza del Consiglio europeo di Bruxelles (15 e 16 dicembre 2005)
> Risoluzione del Parlamento europeo sul periodo di riflessione: struttura, temi e contesto per una valutazione del dibattito sull'Unione europea (19 gennaio 2006)

2. Lo stato delle ratifiche. Dopo il no francese ed olandese, la Costituzione è stata ratificata dai cittadini lussemburghesi con il referendum del 10 luglio 2005, il parlamento regionale fiammingo ha concluso il processo parlamentare di ratifica in Belgio il 10 febbraio 2006 portando così a quattordici il numero dei paesi a favore mentre il Parlamento estone [Riigikogu] ha concluso la prima lettura del progetto l'8 febbraio 2006. Da ricordare il voto a favore della Costituzione dei parlamenti bulgaro e romeno e le dichiarazioni della [rieletta] presidente della Repubblica finlandese, del governo irlandese e dell'uscente presidente della Repubblica portoghese a favore di una prosecuzione del processo di ratifica della Costituzione europea nei loro rispettivi paesi, nel caso della Finlandia per via parlamentare e nel caso dell'Irlanda e del Portogallo per via referendaria. Infine e a sorpresa il primo ministro britannico ha dichiarato il 2 febbraio che occorre riaprire il dibattito sulle questioni legate alla Costituzione europea.

> Il discorso di Tony Blair del 2 febbraio 2006

3. La crisi europea. Dal "no" francese ed olandese in poi si sono moltiplicati i segnali di crisi del processo di integrazione europea e, ad ognuno di questi segnali ha fatto seguito la dichiarazione di un leader europeo per ricordare che la Costituzione europea - su questo o quel punto importante - avrebbe consentito una soluzione più adeguata del problema. La questione è stata posta fra l'altro in occasione del dibattito sulla direttiva concernente la libera circolazione dei servizi [ex direttiva Bolkestein] sulla quale il Parlamento europeo si è espresso con un contrastato voto in prima lettura il 16 febbraio 2006; della crisi energetica con un esplicito riferimento alle rafforzate competenze dell'Unione in questo settore previste dalla Costituzione; dell'assenza dell'Unione europea sullo scenario internazionale e dunque del ruolo che potrebbe svolgere un ministro degli esteri europeo sostenuto da un proprio servizio diplomatico autonomo rispetto a quelli nazionali.

> Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa
> Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai servizi nel mercato interno (16 febbraio 2006)

4. Le prospettive finanziarie 2007-2013. Il dibattito aperto dopo l'accordo dei capi di Stato e di governo sulle risorse finanziarie dell'Unione nel dicembre 2005 ha messo in luce la dimensione istituzionale dello scontro fra il Parlamento europeo ed i governi. L'Assemblea di Strasburgo non ha denunciato solo il livello inadeguato delle risorse attribuite alle singole grandi politiche dell'Unione ma, fin dalla risoluzione dell'8 giugno 2005 ha posto la questione di una profonda revisione dei meccanismi istituzionali di adozione del bilancio e di fissazione dell'ammontare delle risorse proprie. Da ultimo i deputati europei hanno denunciato l'accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio che regola i rapporti fra Consiglio e Parlamento dal 1988, minacciando di tornare alle procedure originarie previste dai trattati che danno effettivamente all'Assemblea di Strasburgo un più ampio margine di manovra.

> Proposta globale definitiva della Presidenza britannica riguardante le prospettive finanziarie 2007-2013 (19 dicembre 2005)
> Risoluzione del Parlamento europeo sulle sfide e i mezzi finanziari dell'Unione allargata nel periodo 2007-2013 (8 giugno 2005)
> Risoluzione del Parlamento europeo sull'Accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio e sul miglioramento della procedura di bilancio (1° dicembre 2005)
> Accordo interistituzionale del 6 maggio 1999 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e il miglioramento della procedura di bilancio
> Documento di lavoro della Commissione - Proposta modificata di rinnovo dell’accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio e il miglioramento della procedura di bilancio

5. Che fare della Costituzione europea? Nella sua risoluzione del 19 gennaio 2006, il Parlamento europeo auspica che la Costituzione possa entrare in vigore alla data originariamente prevista del giugno 2009, il che darebbe al Parlamento europeo della settima legislatura europea [2009-2014] il potere di proporre la procedura per la sua revisione e la convocazione di una nuova Convenzione costituente. Nella sua risoluzione, il Parlamento europeo lascia aperte tutte le possibilità sul testo che potrebbe entrare in vigore nel giugno 2009 rilanciando comunque e facendo propria l'idea di un referendum paneuropeo in occasione delle prossime elezioni europee.

L'obiettivo di un'entrata in vigore della Costituzione nel 2009 è stato fatto proprio da alcuni governi [Spagna, Lussemburgo, Austria, Portogallo, Belgio] ed in particolare dal governo tedesco che ha fatto di questo tema una delle priorità del programma della sua presidenza nel primo semestre del 2007. Rispondendo ad una sollecitazione della nostra newsletter quindicinale anche il leader del centro-sinistra Romano Prodi ed il leader di AN Gianfranco Fini hanno sostenuto questa prospettiva. A sostegno dell'obiettivo 2009 si è di recente costituito in Francia un ampio movimento di opinione che ha ora un suo programma ed un suo sito.

Per alcuni leader politici europei la Costituzione europea è invece "morta" ed occorre dunque ripartire da zero privilegiando [questa è la soluzione che viene normalmente associata alla dichiarazione di morte] la via di accordi intergovernativi o cooperazioni rafforzate sulle singole politiche. È questa la tesi del ministro degli esteri olandese, che si fa forte dell'orientamento maggioritario dei suoi cittadini, condivisa dai presidenti [euroscettici] polacco e ceco ma anche da Dominique Strauss-Kahn in Francia, che aspira alla presidenza della Repubblica, e dal Presidente uscente del Senato in Italia Marcello Pera il quale si è fatto portavoce di una vasta area di politici ed intellettuali conservatori [Lega Nord, Forza Italia, Alternativa Sociale, movimenti cattolici integralisti] che associa il "no" alla Costituzione europea alla difesa delle radici giudaico-cristiane dell'Europa.

Per altri leader europei occorre invece ripensare all'idea di un'Europa a più o a due velocità con un nucleo più integrato che si sviluppi intorno ai paesi che aderiscono all'Euro [Verhofstadt ma anche il presidente Ciampi] o ai grandi paesi [Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito, Polonia: Sarkozy] o a un gruppo di pionieri [Chirac] secondo un'idea antica per la quale sono state utilizzate nel tempo, soprattutto dai francesi e dai tedeschi, svariate formule [Europa a geometria variabile, Europa dei cerchi concentrici, nucleo duro, Federazione di Stati-nazione, Europa-potenza, avanguardia].

All'idea degli Stati Uniti d'Europa è legato in particolare il "Manifesto" preparato dal primo ministro belga, idea sviluppata in un suo libro ora tradotto in italiano [casa editrice Fazi: sarà presentato dal suo autore a Roma presso il Cide il prossimo 30 marzo alle 17h00] ed in un discorso tenuto il 17 gennaio 2006 a Washington.

> Risoluzione del Parlamento europeo sul periodo di riflessione: struttura, temi e contesto per una valutazione del dibattito sull'Unione europea (19 gennaio 2006)
> Intervento del leader dell'Unione Romano Prodi sulla newsletter InEurop@ - (I prossimi) Quindici giorni di Ue
> Intervento del Ministro degli Affari Esteri Gianfranco Fini sulla newsletter InEurop@ - (I prossimi) Quindici giorni di Ue
> Il sito del Primo Ministro belga Guy Verhofstadt

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La Rappresentanza in Italia della Commissione europea ha creato in particolare due tavoli di riflessione sull'avvenire dell'Europa, il primo aperto alle organizzazioni non governative della società civile ed il secondo rivolto ad un ampio gruppo di moltiplicatori di opinione ["Agora di riflessione sull'avvenire dell'Europa"] con l'obiettivo di contribuire al rilancio del dibattito costituzionale europeo in Italia. Questa riflessione parte da ricerche commissionate dalla Rappresentanza alla Doxa attraverso un sondaggio di opinione ed all'Istituto Affari Internazionali attraverso uno studio sull'evoluzione dell'opinione pubblica italiana ed intende avvalersi delle iniziative di dialogo e di dibattito promosse dalle 39 antenne Europe Direct in Italia.

> Sintesi del sondaggio di opinione condotta dalla Doxa
>
Studio condotto dall’Istituto Affari internazionali