|
(17 marzo 2006) Secondo
un sondaggio effettuato in Francia dalla Commissione europea nel mese di
gennaio, la maggioranza dei francesi reclama una Costituzione europea
giudicando preferibile far precedere l'approfondimento dell'Unione al suo
allargamento verso altri paesi dell'Europa orientale [Romania e Bulgaria] e
verso gli altri Stati che hanno già avviato i negoziati di adesione [Turchia
e Croazia in particolare]. Se l'Unione fosse politicamente più integrata, i
francesi interrogati sembrerebbero tuttavia pronti ad accettare l'adesione
di questi nuovi paesi.
Se
l'idea di dare una Costituzione all'Europa è condivisa dalla maggioranza
degli intervistati, le opinioni dei francesi sono confuse sul destino del
progetto firmato a Roma il 29 ottobre 2004 dai venticinque governi
nazionali. Appaiono più numerosi quelli che chiedono di fare tabula rasa del
progetto respinto in Francia e Paesi Bassi [39%] rispetto a quelli che
chiedono di rinegoziare parti del progetto [35%] o che preferirebbero
un'unione più coesa all'interno di una più vasta zona di libero scambio
fondata sui trattati attuali.
I francesi si dividono così allo stesso modo dei loro concittadini degli
altri paesi membri anche se le percentuali di consenso verso l'una e l'altra
ipotesi cambiano da paese a paese.
>
Il sondaggio effettuato in Francia (Quelle Europe? La construction
européenne vue par les Français)
Dal voto negativo della maggioranza dei francesi ed olandesi sul progetto
di Costituzione ad oggi si sono accumulati sul tavolo delle istituzioni
avvenimenti, decisioni e dichiarazioni che conviene qui riassumere per
consentire a chi ci legge di avere una visione di insieme dello stato del
dibattito sull'avvenire politico ed istituzionale dell'Unione europea.
A partire da oggi ed ogni quindici giorni il sito della Rappresentanza in
Italia della Commissione europea proporrà una sintesi dei principali
avvenimenti legati all'avvenire dell'Europa... “Attendendo la Costituzione
europea”.
1. La pausa di riflessione. Il Consiglio
europeo del giugno 2005 ha deciso di aprire una pausa di riflessione sulla
Costituzione europea fino alla fine della presidenza austriaca. Il Consiglio
europeo del dicembre 2005 ha preso atto di un rapporto della presidenza
britannica nel quale si constata che la pausa non è stata accompagnata da
nessuna riflessione e che nessun governo - contrariamente a quel che avvenne
dopo Nizza e Laeken - ha promosso consultazioni dei cittadini sull'avvenire
dell'Unione.
Si è invece consolidato un largo consenso intorno alla proposta del
Parlamento europeo di prolungare la pausa di riflessione fino alla fine del
semestre di presidenza tedesca del Consiglio nel giugno 2007 e cioè dopo le
elezioni presidenziali e parlamentari francesi e le elezioni parlamentari
olandesi.
La Commissione europea ha lanciato da parte sua una consultazione dei
cittadini sia attraverso una serie di forum con gruppi di interesse
specifico [ong, associazioni di imprese, parti interessate] che attraverso
un suo
sito multilingue o scrivendo a: Consultazione sul libro bianco su una
politica europea di comunicazione - Commissione europea - Direzione generale
Comunicazione - B-1049 Bruxelles - Belgio.
Il Parlamento europeo ha proposto l'organizzazione di forum di dibattiti
interparlamentari di cui il primo avrà luogo in occasione della giornata
dell'Europa del prossimo 9 maggio.
>
Dichiarazione dei Capi di Stato o di Governo degli Stati membri dell’Unione
europea sulla ratifica del Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa
(Consiglio europeo del 16 e 17 giugno 2005)
>
Conclusioni della presidenza del Consiglio europeo di Bruxelles (15 e 16
dicembre 2005)
>
Risoluzione del Parlamento europeo sul periodo di riflessione: struttura,
temi e contesto per una valutazione del dibattito sull'Unione europea (19
gennaio 2006)
2. Lo stato delle ratifiche. Dopo il no
francese ed olandese, la Costituzione è stata ratificata dai cittadini
lussemburghesi con il referendum del 10 luglio 2005, il parlamento regionale
fiammingo ha concluso il processo parlamentare di ratifica in Belgio il 10
febbraio 2006 portando così a quattordici il numero dei paesi a favore
mentre il Parlamento estone [Riigikogu] ha concluso la prima lettura del
progetto l'8 febbraio 2006. Da ricordare il voto a favore della Costituzione
dei parlamenti bulgaro e romeno e le dichiarazioni della [rieletta]
presidente della Repubblica finlandese, del governo irlandese e dell'uscente
presidente della Repubblica portoghese a favore di una prosecuzione del
processo di ratifica della Costituzione europea nei loro rispettivi paesi,
nel caso della Finlandia per via parlamentare e nel caso dell'Irlanda e del
Portogallo per via referendaria. Infine e a sorpresa il primo ministro
britannico ha dichiarato il 2 febbraio che occorre riaprire il dibattito
sulle questioni legate alla Costituzione europea.
> Il discorso di Tony
Blair del 2 febbraio 2006
3. La crisi europea. Dal "no" francese ed
olandese in poi si sono moltiplicati i segnali di crisi del processo di
integrazione europea e, ad ognuno di questi segnali ha fatto seguito la
dichiarazione di un leader europeo per ricordare che la Costituzione europea
- su questo o quel punto importante - avrebbe consentito una soluzione più
adeguata del problema. La questione è stata posta fra l'altro in occasione
del dibattito sulla direttiva concernente la libera circolazione dei servizi
[ex direttiva Bolkestein] sulla quale il Parlamento europeo si è espresso
con un contrastato voto in prima lettura il 16 febbraio 2006; della crisi
energetica con un esplicito riferimento alle rafforzate competenze
dell'Unione in questo settore previste dalla Costituzione; dell'assenza
dell'Unione europea sullo scenario internazionale e dunque del ruolo che
potrebbe svolgere un ministro degli esteri europeo sostenuto da un proprio
servizio diplomatico autonomo rispetto a quelli nazionali.
> Trattato
che istituisce una Costituzione per l’Europa
>
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di direttiva
del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai servizi nel mercato
interno (16 febbraio 2006)
4. Le prospettive finanziarie 2007-2013. Il
dibattito aperto dopo l'accordo dei capi di Stato e di governo sulle risorse
finanziarie dell'Unione nel dicembre 2005 ha messo in luce la dimensione
istituzionale dello scontro fra il Parlamento europeo ed i governi.
L'Assemblea di Strasburgo non ha denunciato solo il livello inadeguato delle
risorse attribuite alle singole grandi politiche dell'Unione ma, fin dalla
risoluzione dell'8 giugno 2005 ha posto la questione di una profonda
revisione dei meccanismi istituzionali di adozione del bilancio e di
fissazione dell'ammontare delle risorse proprie. Da ultimo i deputati
europei hanno denunciato l'accordo interistituzionale sulla disciplina di
bilancio che regola i rapporti fra Consiglio e Parlamento dal 1988,
minacciando di tornare alle procedure originarie previste dai trattati che
danno effettivamente all'Assemblea di Strasburgo un più ampio margine di
manovra.
>
Proposta globale definitiva della Presidenza britannica riguardante le
prospettive finanziarie 2007-2013 (19 dicembre 2005)
>
Risoluzione del Parlamento europeo sulle sfide e i mezzi finanziari
dell'Unione allargata nel periodo 2007-2013 (8 giugno 2005)
>
Risoluzione del Parlamento europeo sull'Accordo interistituzionale sulla
disciplina di bilancio e sul miglioramento della procedura di bilancio (1°
dicembre 2005)
>
Accordo interistituzionale del 6 maggio 1999 tra il Parlamento europeo, il
Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e il miglioramento
della procedura di bilancio
>
Documento di lavoro della Commissione - Proposta modificata di rinnovo
dell’accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio e il
miglioramento della procedura di bilancio
5. Che fare della Costituzione europea? Nella
sua risoluzione del 19 gennaio 2006, il Parlamento europeo auspica che la
Costituzione possa entrare in vigore alla data originariamente prevista del
giugno 2009, il che darebbe al Parlamento europeo della settima legislatura
europea [2009-2014] il potere di proporre la procedura per la sua revisione
e la convocazione di una nuova Convenzione costituente. Nella sua
risoluzione, il Parlamento europeo lascia aperte tutte le possibilità sul
testo che potrebbe entrare in vigore nel giugno 2009 rilanciando comunque e
facendo propria l'idea di un referendum paneuropeo in occasione delle
prossime elezioni europee.
L'obiettivo di un'entrata in vigore della Costituzione nel 2009 è stato
fatto proprio da alcuni governi [Spagna, Lussemburgo, Austria, Portogallo,
Belgio] ed in particolare dal governo tedesco che ha fatto di questo tema
una delle priorità del programma della sua presidenza nel primo semestre del
2007. Rispondendo ad una sollecitazione della nostra newsletter quindicinale
anche il leader del centro-sinistra Romano Prodi ed il leader di AN
Gianfranco Fini hanno sostenuto questa prospettiva. A sostegno
dell'obiettivo 2009 si è di recente costituito in Francia un ampio movimento
di opinione che ha ora un suo programma ed un suo
sito.
Per alcuni leader politici europei la Costituzione europea è invece
"morta" ed occorre dunque ripartire da zero privilegiando [questa è la
soluzione che viene normalmente associata alla dichiarazione di morte] la
via di accordi intergovernativi o cooperazioni rafforzate sulle singole
politiche. È questa la tesi del ministro degli esteri olandese, che si fa
forte dell'orientamento maggioritario dei suoi cittadini, condivisa dai
presidenti [euroscettici] polacco e ceco ma anche da Dominique Strauss-Kahn
in Francia, che aspira alla presidenza della Repubblica, e dal Presidente
uscente del Senato in Italia Marcello Pera il quale si è fatto portavoce di
una vasta area di politici ed intellettuali conservatori [Lega Nord, Forza
Italia, Alternativa Sociale, movimenti cattolici integralisti] che associa
il "no" alla Costituzione europea alla difesa delle radici
giudaico-cristiane dell'Europa.
Per altri leader europei occorre invece ripensare all'idea di un'Europa a
più o a due velocità con un nucleo più integrato che si sviluppi intorno ai
paesi che aderiscono all'Euro [Verhofstadt ma anche il presidente Ciampi] o
ai grandi paesi [Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito, Polonia:
Sarkozy] o a un gruppo di pionieri [Chirac] secondo un'idea antica per la
quale sono state utilizzate nel tempo, soprattutto dai francesi e dai
tedeschi, svariate formule [Europa a geometria variabile, Europa dei cerchi
concentrici, nucleo duro, Federazione di Stati-nazione, Europa-potenza,
avanguardia].
All'idea degli Stati Uniti d'Europa è legato in particolare il
"Manifesto" preparato dal primo ministro belga, idea sviluppata in un suo
libro ora tradotto in italiano [casa editrice Fazi: sarà presentato dal suo
autore a Roma presso il Cide il prossimo 30 marzo alle 17h00] ed in un
discorso tenuto il 17 gennaio 2006 a Washington.
>
Risoluzione del Parlamento europeo sul periodo di riflessione: struttura,
temi e contesto per una valutazione del dibattito sull'Unione europea (19
gennaio 2006)
>
Intervento del leader dell'Unione Romano Prodi sulla newsletter InEurop@ -
(I prossimi) Quindici giorni di Ue
>
Intervento del Ministro degli Affari Esteri Gianfranco Fini sulla newsletter
InEurop@ - (I prossimi) Quindici giorni di Ue
> Il
sito del Primo Ministro belga Guy Verhofstadt
----------------------------------------------------------------------------------------------------------
La Rappresentanza in Italia della Commissione europea ha creato in
particolare due tavoli di riflessione sull'avvenire dell'Europa, il primo
aperto alle organizzazioni non governative della società civile ed il
secondo rivolto ad un ampio gruppo di moltiplicatori di opinione ["Agora di
riflessione sull'avvenire dell'Europa"] con l'obiettivo di contribuire al
rilancio del dibattito costituzionale europeo in Italia. Questa riflessione
parte da ricerche commissionate dalla Rappresentanza alla Doxa attraverso un
sondaggio di opinione ed all'Istituto Affari Internazionali attraverso uno
studio sull'evoluzione dell'opinione pubblica italiana ed intende avvalersi
delle iniziative di dialogo e di dibattito promosse dalle 39 antenne Europe
Direct in Italia.
>
Sintesi del sondaggio di opinione condotta dalla Doxa
>
Studio condotto dall’Istituto Affari
internazionali
|