L'accordo raggiunto all'alba del 23 giugno dai capi di Stato e di
governo dei ventisette paesi membri dell'Unione europea apre la
strada alla convocazione di una Conferenza intergovernativa (CIG)
che dovrà tradurre in testi di modifica al Trattato di Nizza
l'insieme delle decisioni contenute nel progetto di mandato adottato
dal Consiglio europeo.Formalmente, la CIG sarà convocata in
occasione del Consiglio Affari generali del 23 luglio, dopo
l'approvazione dei pareri (obbligatori ma non vincolanti) del
Parlamento europeo e della Commissione europea. Tale
approvazione dovrebbe avvenire il 10 luglio a Strasburgo.
La CIG dovrebbe poi riunirsi a livello tecnico con i
rappresentanti diplomatici degli Stati membri ed a livello politico
con i ministri degli esteri.
Parteciperanno ai lavori della CIG un rappresentante della
Commissione europea e tre rappresentanti del Parlamento europeo
mentre la presidenza portoghese si è impegnata ad informare
regolarmente i governi dei paesi candidati (Croazia, ex Repubblica
iugoslava di Macedonia e Turchia).
La futura presidenza portoghese ha già annunciato che farà ogni
sforzo per giungere ad un accordo politico in occasione del
Consiglio europeo di Lisbona del 18 e 19 ottobre in modo tale da
consentire ai capi di Stato e di governo di adottare il testo
definitivo di modifica del Trattato di Nizza alla riunione del
Consiglio europeo che si svolgerà a Bruxelles il 13 e 14 dicembre.
Il testo così adottato sarà consegnato a giuristi e traduttori
che dovranno mettere a punto la versione definitiva per le ratifiche
nazionali. Se saranno rispettati i tempi utilizzati in occasione
delle precedenti CIG, i ministri degli esteri apporranno la loro
firma sul testo definitivo nel febbraio 2008 e da allora inizieranno
le procedure nazionali di ratifica che dovrebbero concludersi in
tempo utile prima delle elezioni europee del 14 giugno 2009. Nella
maggior parte dei casi si tratterà di ratifiche parlamentari, salvo
in Irlanda dove il referendum è previsto dalla Costituzione ed in
Danimarca dove il referendum è obbligatorio se la ratifica
parlamentare avviene con una maggioranza minore dei 5/6 dei membri
del Folketing.
Il nuovo trattato dovrebbe prendere il nome dalla città di
Lisbona, succedendo dunque ai Trattati di Roma (1957), all'Atto
Unico (1986), ai Trattati di Maastricht (1991), di Amsterdam (1997)
e di Nizza (2000) ed accogliendo circa il 90% delle innovazioni
contenute nel Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa
(2004).
Si tratta dunque della sesta CIG nella storia dell'integrazione
comunitaria dopo la firma dei Trattati di Roma se non si calcolano i
negoziati che hanno portato alla cosiddetta fusione degli esecutivi
nel 1967 ed alle modifiche delle disposizioni in materia di bilancio
del 1970 e del 1975 che ampliarono soprattutto i poteri del
Parlamento europeo.
Se non ci saranno sorprese nel negoziato e cioè se i
rappresentanti dei governi che hanno frenato durante i lavori del
Consiglio europeo non tenteranno di introdurre interpretazioni
restrittive del mandato o nuove clausole di opt out, la CIG
dovrebbe dunque limitarsi ad innestare nel Trattato di Nizza la
maggior parte degli articoli della prima e della quarta parte della
Costituzione europea, con un ruolo radicalmente differente da quello
esercitato dalle CIG precedenti dove i mandati adottati dai capi di
Stato e di governo lasciavano ampi spazi al negoziato diplomatico.
Seguendo le proposte presentate dalla presidenza tedesca e
suggerite dai governi britannico, ceco, olandese e polacco, "il
progetto costituzionale che consisteva nell'abrogazione di tutti i
trattati esistenti e nella loro sostituzione con unico testo
denominato costituzione" sarà abbandonato mentre il Trattato di
Nizza sarà riorganizzato in due distinti trattati (che avranno
tuttavia lo stesso valore giuridico): il trattato sull'Unione
europea (TUE) ed il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFU).
Il testo della presidenza precisa ad abundantiam che il
termine "costituzione" non sarà utilizzato, il "ministro degli
esteri dell'Unione" sarà denominato Alto rappresentante e che i
termini "legge" e "legge quadro" saranno abbandonati. Parimenti, i
trattati modificati non conterranno nessun articolo che faccia
riferimento ai simboli quali la bandiera, l'inno e il motto.
Insieme alla Costituzione è stata dunque abbandonata sia l'idea
di una vera semplificazione e di una maggiore leggibilità dei
Trattati sia l'idea del presidente Sarkozy di un mini-trattato. Il
testo che sarà sottoposto alle ratifiche nazionali conterrà almeno
quattrocento articoli fatta esclusione dei numerosi protocolli
aggiuntivi e di varie dichiarazioni.
In mancanza di un cambiamento sostanziale nel quadro politico
europeo o di una nuova crisi dell'Unione, è difficile immaginare che
il cammino della costituzionalizzazione dell'Unione possa essere
ripreso nel medio periodo.
Secondo la presidenza tedesca, l'abbandono della Costituzione è
stato giustificato dal fatto che l'opinione pubblica europea avrebbe
avuto paura che, attraverso di essa, l'Unione si sarebbe trasformata
in un Super-Stato europeo. Probabilmente Berlino dispone di
strumenti di sondaggio più sofisticati di quelli dell'
Eurobarometro per sondare l'opinione dei cittadini europei,
poiché l'ultimo sondaggio effettuato a Bruxelles conferma che una
maggioranza significativa di europei è favorevole alla Costituzione
europea.
Il Trattato di Lisbona dovrebbe dunque contenere, fra le altre
innovazioni importanti, l'indicazione di alcuni obiettivi, al cui
perseguimento dovrà essere improntata l'azione dell'Unione, come il
raggiungimento di un elevato livello di occupazione, il progresso
scientifico e tecnologico, la lotta contro l'esclusione sociale e le
discriminazioni, la promozione della giustizia, la protezione
sociale e la coesione territoriale, il rispetto delle diversità
linguistiche e lo sviluppo del patrimonio culturale europeo,
l'affermazione e la promozione dei valori e degli interessi
dell'Unione anche nei rapporti con il resto del mondo.
Fra gli obiettivi dell'Unione e su richiesta francese è stato
soppresso il riferimento alla libera concorrenza che è stato
tuttavia ripreso in un protocollo aggiuntivo che ne diminuisce
l'impatto politico ma ne salvaguarda la forza giuridica. A questo
protocollo se ne aggiunge uno sui servizi di interesse economico
generale.
Non è stato invece proposto né dalla Francia né dall'Italia un
protocollo aggiuntivo sull'Eurogruppo, un tema che è stato evocato
più volte da Sarkozy e Prodi come il terreno privilegiato di una
futura cooperazione rafforzata a 15.
La Carta dei diritti fondamentali di Nizza avrà un valore
giuridicamente vincolante, ma non sarà inserita integralmente nel
testo del nuovo Trattato. Il Regno Unito otterrà di essere escluso
dall'applicazione sul suo territorio dei diritti economici e
sociali.
Il Regno Unito rafforza inoltre il suo isolamento nella
cooperazione giudiziaria in materia penale e nella cooperazione di
polizia.
Il Trattato conterrà le disposizioni sui principi democratici
previste dalla Costituzione ed in particolare il diritto di
iniziativa legislativa popolare, un diritto che potrà essere
tuttavia esercitato dai cittadini solo quando le istituzioni europee
avranno adottato una norma di attuazione.
A partire dal 2009, l'Unione europea avrà:
- un Parlamento composto di un massimo di 750 deputati europei;
- una Commissione composta da un numero di commissari inferiore a
quello degli Stati membri (ma questo cambiamento potrebbe slittare
al 2014);
- un presidente del Consiglio europeo (eletto dai capi di Stato e di
governo) per una durata di due anni e mezzo rinnovabile una sola
volta. Egli non potrà esercitare un mandato nazionale ed assicurerà
la rappresentanza dell'Unione per le materie relative alla politica
estera e di sicurezza comune fatte salve le attribuzioni dell'Alto
rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di
sicurezza;
- un Alto rappresentante (che sostituisce il ministro degli esteri
previsto dalla Costituzione) che potrebbe presiedere il Consiglio
"Affari esteri" ed sarà uno dei vicepresidenti della Commissione.
Egli sarà coadiuvato da un servizio europeo per l'azione esterna e
la cooperazione strutturata permanente nel settore della difesa.
Contrariamente alla presidenza del Consiglio europeo ed a quella
del Consiglio "Affari esteri", la presidenza delle formazioni
"settoriali" del Consiglio continuerà ad essere esercitata secondo
un sistema di rotazione paritaria.
Come si sa e per ottenere l'accordo della Polonia, il nuovo
sistema di voto nel Consiglio a doppia maggioranza sarà applicato di
fatto dopo il 1° aprile 2017 soprattutto per consentire
l'applicazione del sistema attuale più favorevole alla Polonia.
Saranno invece immediatamente estesi, così come previsto dalla
Costituzione, i casi in cui il Consiglio voterà a maggioranza (a cui
si accompagnerà il potere di codecisione del Parlamento europeo) con
alcune rilevanti eccezioni come la politica fiscale, la cultura, una
parte della politica sociale, la politica estera e la cooperazione
di polizia, le risorse proprie e le modifiche dei trattati.
Viene rafforzata la possibilità per i parlamenti nazionali di
rallentare ed eventualmente interrompere procedure legislative
europee nel caso in cui una maggioranza di essi ritenga che è stato
violato il principio di sussidiarietà.
Contrariamente alla Costituzione europea, il Consiglio europeo ha
deciso di non accettare la semplificazione degli strumenti giuridici
dell'Unione respingendo la proposta di ridurli da quindici a sei e
l'introduzione della legge europea e della legge quadro.
Dovrebbero infine rimanere invariate le disposizioni relative
alle procedure di revisione dei trattati con l'introduzione del
potere di iniziativa del Parlamento europeo (che l'Assemblea
potrebbe già esercitare all'inizio della prossima legislatura), la
possibilità di convocare una convenzione incaricata di elaborare
delle modifiche ai trattati da sottoporre alla CIG ed il diritto di
uno Stato membro di uscire dall'Unione.
26 giugno 2007