|
La Commissione europea ha dato il
via al piano D (Democrazia, dialogo, dibattito) che getta le basi per il
dibattito approfondito sul futuro dell’Europa che si svolgerà nei prossimi
mesi. Di fronte al “no” della Francia e dei Paesi Bassi alla Costituzione
europea, i capi di Governo hanno chiesto un “periodo di riflessione” per far
sì che in ogni Stato membro possa aver luogo un ampio dibattito. Sono i
Governi a dover portare avanti i dibattiti nazionali, ma la Commissione ha
un ruolo di primo piano nell’agevolare tale processo. Il “piano D” della
Commissione per la democrazia, il dialogo e il dibattito crea un contesto di
lavoro in cui i Governi nazionali possono intavolare un dibattito a 25 sul
futuro dell’Europa. L’obiettivo è di trovare un nuovo consenso politico
sulle giuste politiche per mettere l’Europa in condizione di far fronte alle
sfide del XXI secolo.
Nel
dare avvio al piano oggi la vicepresidente Margot Wallström, responsabile
delle relazioni interistituzionali e la strategia di comunicazione, ha
dichiarato: “Il piano D incoraggia il dibattito, il dialogo e l’ascolto.
È un modo per avvalersi delle idee politiche per promuovere i cambiamenti.
Di fronte alle sfide della globalizzazione, la gente pone domande pressanti
sulla sicurezza del lavoro e le pensioni, l’immigrazione e gli standard di
vita. L’ Europa deve rinnovarsi e il suo rinnovamento costituisce già, in
parte, una risposta a tali sfide. Il piano D vuole introdurre più democrazia
nell’Unione europea, incoraggiare un ampio dibattito pubblico e creare un
nuovo consenso sulle politiche future dell’Unione europea. Ora gli Stati
membri hanno il compito di dar vita a questo processo. Ciò che chiedo oggi
ai Governi nazionali è di cogliere questa opportunità, di dare avvio al
dibattito e di agire come una forza motrice del cambiamento europeo”.
Gli elementi essenziali del piano D sono:
Incoraggiare il dibattito
Tutti gli Stati membri si sono impegnati a
promuovere dibattiti nazionali di vasto respiro sul futuro dell’Europa. Tali
dibattiti costituiscono il fulcro del piano D e il ruolo della Commissione è
di assistere e non di sostituire gli Stati membri. Il piano D cerca tuttavia
di dare ai dibattiti nei 25 paesi un quadro comune offrendo modelli e
strutture potenziali per i governi nazionali (per esempio il National Forum
in Irlanda) e suggerendo alcuni processi comuni e temi chiave.
Il processo di feedback
La Commissione strutturerà il processo di
feedback. Un primo feedback dei dibattiti nazionali dovrebbe aver luogo
nell’aprile 2006. Il 9 maggio 2006 sarà organizzata una conferenza europea
sul futuro dell’Europa che metterà insieme le principali conclusioni dei
dibattiti. La Commissione preparerà una relazione di sintesi dei dibattiti
nazionali per il Consiglio europeo che si svolgerà, sotto la presidenza
austriaca, nel giugno 2006. Tutto questo processo dovrebbe portare a
tracciare concretamente il cammino futuro dell’Europa.
Iniziative chiave per
rafforzare il dialogo
La Commissione propone 13 iniziative
specifiche a livello europeo per incoraggiare un più vasto dibattito
pubblico, per promuovere la partecipazione dei cittadini e dar vita a un
autentico dialogo sulle politiche europee. La Commissione cercherà di
lavorare in collaborazione con il Parlamento europeo e gli altri organismi
europei. Tali azioni comprenderanno una serie di visite dei commissari agli
Stati membri, sostegno ai progetti dei cittadini europei, l’impegno per una
maggiore apertura dei lavori del Consiglio, una presenza più incisiva dei
commissari nei Parlamenti nazionali, la creazione di una rete di
“Ambasciatori europei della buona volontà ” per elevare il livello del
dibattito europeo e un rinnovato supporto a progetti volti a incrementare la
partecipazione al voto. Tali iniziative sono destinate ad essere attuate
durante la presidenza Barroso e dopo. |