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L’attività
economica nell’Unione europea è destinata a crescere dell’1,5% nel 2005,
per ritornare nel 2006 al suo livello potenziale del 2,1%, e accelerare
ulteriormente nel 2007 al 2,4. Per l’area dell’euro le percentuali sono
rispettivamente dell’1,3%, dell’1,9% e del 2,1%.
Il
principale impulso proviene dalla domanda interna, in particolare dagli
investimenti privati, stimolati da una marcata ripresa della fiducia
dell’economia a partire dalla metà del 2005. Si dovrebbero così creare
nell’UE, in un triennio, sei milioni di nuovi posti di lavoro, che
contribuiranno a ridurre la disoccupazione all’8,7% nel 2005 e all’8,1%
nel 2007, dopo il picco del 9,0% registrato alla fine del 2004.
L’inflazione aumenterà leggermente quest’anno nell’UE, salendo al 2,3%,
a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio, per poi scendere all’1,9%
nel 2007.
“Dopo un primo semestre deludente, l’area dell’euro e l’UE si trovano in
una posizione tale da poter beneficiare delle prospettive mondiali che
rimangono positive. Si prevede che il ritorno della fiducia
dell’economia e la continua diminuzione della disoccupazione incoraggino
i consumi e stimolino gli investimenti, che beneficiano delle condizioni
finanziarie favorevoli e dei buoni profitti delle imprese. Il dato della
crescita, pari allo 0,6%, conferma ulteriormente questa tendenza”, ha
dichiarato il commissario Joaquín Almunia, responsabile degli Affari
economici e monetari.
Dopo il 2,4% registrato lo scorso anno, nel 2005 la crescita economica
nell’UE dovrebbe raggiungere l’1,5%, per poi salire nuovamente al 2,1%
nel 2006 e al 2,4% nel 2007. Le previsioni 2005-2007 per l’area
dell’euro sono pari all’1,3%, 1,9% e 2,1%.
Gli investimenti
sono in aumento
Questa evoluzione è dovuta al ritorno della fiducia dell’economia nella
seconda metà del 2005, che pone termine ad una fase di debolezza
iniziata nel quarto trimestre del 2004, causata dall’aumento vertiginoso
dei prezzi del petrolio, dal rallentamento della crescita mondiale e
dalla debolezza della domanda interna in Europa. Si prevede che la
crescita totale degli investimenti superi il 3% nel 2006 e nel 2007. La
ripresa degli investimenti è dovuta, in particolare, alla ritrovata
fiducia delle imprese, al continuo miglioramento dei bilanci delle
aziende e alla crescente necessità di investimenti di sostituzione.
In generale, i principali fattori alla base delle previsioni a livello
internazionale comprendono un insieme di politiche macroeconomiche
favorevoli, condizioni finanziarie propizie, margini di profitto più
ampi, un tasso di cambio nominale effettivo più debole e un contesto
internazionale ancora robusto.
La
disoccupazione è in costante calo
Dopo esser aumentato negli ultimi anni, al 9% nell’EU e all’8,9%
nell’area dell’euro, il tasso di disoccupazione è destinato a scendere
di quasi un punto percentuale in entrambe le zone, arrivando all’8,1%.
Nel complesso, si prevede che, tra il 2005 e il 2007, nell’EU verranno
creati sei milioni di nuovi posti di lavoro, di cui 4,5 milioni
nell’area dell’euro, inclusi 1,4 milioni nel 2005. Il miglioramento
delle condizioni del mercato del lavoro dovrebbe rafforzare la fiducia
dei consumatori, sostenendo quindi la graduale ripresa dei consumi
privati.
Riflettendo l’aumento dei prezzi del petrolio, l’inflazione è stimata in
media per quest’anno al 2,3% sia nell’UE che nell’area dell’euro, ma
dovrebbe scendere in entrambe le zone al 2,2% nel 2006. Un elemento
ancora più importante è il fatto che l’inflazione di fondo (esclusi i
prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari non lavorati) rimane bassa
e finora non lascia prevedere effetti di secondo impatto derivanti
dall’aumento dei prezzi del petrolio.
Il rallentamento dell’attività economica all’inizio di quest’anno ha
tuttavia avuto conseguenze a livello delle finanze pubbliche del 2005.
Secondo le stime, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche in
rapporto al PIL dovrebbe aumentare di due decimi di punto nell’area
dell’euro, arrivando al 2,9%, e di un decimo di punto nell’UE nel suo
complesso, raggiungendo il 2,7%, per poi migliorare in misura solo
marginale nel 2006 e nel 2007. Esistono ancora ampie differenze tra i
vari paesi: dodici Stati membri, di cui 5 appartenenti all’area
dell’euro, hanno registrato (o si prevede che registreranno) disavanzi
eccessivi nel 2005. D’altro canto, sei paesi hanno bilanci in pareggio o
in attivo.
Le prospettive
dell’economia mondiale rimangono positive, ma persistono dei rischi
La ripresa della crescita nell’UE è sostenuta da prospettive mondiali
che rimangono molto positive. La crescita mondiale è prevista al 4,3%
quest’anno e nel prossimo anno, e dovrebbe diminuire leggermente nel
2007. Nel 2004 la crescita è stata del 5%, il ritmo più rapido
dall’inizio degli anni ‘70. Anche se in calo, la crescita in Asia
rimarrà attorno al 7-7,2% nel periodo di riferimento. Questo dato non
comprende il Giappone (2,5% quest’anno e 2,2% nel 2006).
Lo stesso si può affermare riguardo al commercio mondiale, nuovamente in
fase di accelerazione dopo un avvio debole, e per il quale si prevede
una crescita di circa il 7% nel periodo di riferimento.
Tuttavia la situazione esterna presenta ancora dei rischi per le
prospettive economiche dell’Europa, mentre a livello interno i rischi
sembrano più bilanciati.
Tra i principali rischi vi sono una correzione disordinata degli
squilibri mondiali e/o un aggiustamento del comportamento dei
consumatori statunitensi; nel contempo non è possibile escludere
ulteriori aumenti dei prezzi del petrolio. Un aspetto positivo è il
fatto che i paesi esportatori di petrolio potrebbero spendere una quota
maggiore delle loro entrate aggiuntive derivanti dal petrolio, favorendo
così le esportazioni dell’UE.
A livello interno, un elemento positivo è il fatto che i consumi privati
potrebbero aumentare in misura più marcata, permettendo di liberare una
domanda repressa, man mano che la situazione del mercato del lavoro
migliora e che diminuisce l’incertezza relativa ai futuri flussi di
reddito (quale la sostenibilità della sicurezza sociale e del sistema
pensionistico). Tuttavia, al tempo stesso, i prezzi elevati del
petrolio, il persistere della scarsa fiducia dei consumatori e le
incerte aspettative di crescita potrebbero indebolire la ripresa.
Il testo completo delle previsioni economiche d’autunno della
Commissione è disponibile su Internet a
questo indirizzo: |