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Europa & Mediterraneo

BOLL. .n.9 

del 16 .05.2005

 
 

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UE: FONDI 2007-2013,

SICURE CAMPANIA, PUGLIA,CALABRIA,SICILIA

PRONTI NUOVI ORIENTAMENTI STRATEGICI

Danuta Huebner

Danuta Huebner

REGIONI IN OBIETTIVO 1

% PIL

% DISOCCCUPAZIONE

CAMPANIA

71,7

20,2

PUGLIA

72,4

13,8

CALABRIA

67,9

23,4

SICILIA

71,9

20,1

REGIONI IN USCITA

% PIL

% DISOCCCUPAZIONE

BASILICATA

77,5

16,1

SARDEGNA

82,6

16,9

 

Punta al sostegno della crescita e dell'occupazione il documento strategico in materia di politica  di coesione per il periodo 2007-2013, che la commissaria europea alla politica regionale Danuta Hubner si prepara a presentare la prossima settimana a Bruxelles.

Intanto però giunge la notizia che Campania, Puglia, Calabria e Sicilia si confermano come le regioni che in Italia potranno continuare a beneficiare dal 2007 al 2013 dei fondi strutturali europei per le aree più in ritardo economico in Europa.

I dati emergono dalle ultime statistiche di Eurostat sul Pil regionale, che l'Ansa è in grado di anticipare, ma che rivelano alcune sorprese: Malta e Dresda (Germania), ad esempio, che in gennaio erano date in uscita dalle aree più in ritardo, ora sono di ritorno nell'obiettivo 1, con la conseguenza che saranno necessari più fondi per ridurre il divario tra le regioni più povere e quelle più ricche in Europa.

Nessuna sorpresa invece per la Basilicata che si trova sempre nel gruppo delle regioni in uscita dall'obiettivo 1 per effetto statistico, ossia per il fatto che con l'entrata nell'Ue di dieci paesi più poveri si è abbassata la soglia di ricchezza a partire dalla quale una regione non ha più diritto ai benefici dei fondi strutturali per le aree in ritardo economico.

Per la Sardegna, Eurostat conferma che la Regione sarebbe uscita ugualmente dai benefici dell'obiettivo 1 anche senza l'allargamento dell'Ue.

Nel caso della Basilicata e soprattutto della Sardegna, sottolineano fondi comunitarie, la grossa incognita è rappresentata dal difficile negoziato in corso tra i 25 partner europei sulla fissazione delle risorse per alimentare i bilanci Ue 2007-2013 che vede l'Italia sostenere con forza tra l'altro la politica di coesione.

 

Anche il Parlamento europeo si è pronunciato in favore, ma la presidenza lussemburghese dell'Ue, costretta a fare i conti con i paesi che vogliono stringere i cordoni della borsa, ha suggerito di ridurre i benefici alle regioni in uscita, come la Sardegna.

Il dibattito comunque è ancora estremamente aperto e nulla è ancora deciso. In caso di rinvio al 2006 dell'accordo sulle prospettive finanziarie 2007-2013, le statistiche sul Pil regionale dovrebbero essere riviste il prossimo anno.

Intanto la commissaria Hubner gioca di anticipo con la messa a punto di un documento di orientamenti strategici in materia di politica di coesione che, una volta approvato dai 25, sarà lo zoccolo duro per realizzare i quadri strategici dei singoli paesi e quindi dei programmi individuali.

l documento, che l'Ansa è in grado di anticipare, punta a cinque grandi priorità. In primo luogo, rendere attrattivi gli investimenti a livello regionale; quindi rafforzare l'innovazione e la società della conoscenza; sostenere la creazione di posti di lavoro di qualità; rafforzare la coesione territoriale delle città e delle zone rurali; infine migliorare la governance, ossia l'efficacia a livello amministrativo per l'attuazione dei programmi e in generale la performance economica degli stati membri.

Nella tabella sopra riportata,  i dati statistici sul Pil e la percentuale di disoccupazione regionale 2000-2001-2002, aggiornati all'aprile 2005 che sono alla base della decisione sui fondi strutturali 2007-2013.

Per l'Italia riportiamo le regioni che rimarranno in obiettivo 1 (il Pil è inferiore al 75% dei quello Ue); quelle in uscita per effetto statistico (allargamento), e quelle in uscita per effetto naturale (crescita economica). Il tasso di disoccupazione regionale è importante in quanto ha un impatto sul livello degli aiuti.