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Boll.n.8 del 2.05.2005

 

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Attualità


 

TRASPORTI: UE, PER TIR IN ARRIVO PEDAGGIO EUROPEO - 

VIA LIBERA DEI MINISTRI DEI TRASPORTI A DIRETTIVA EUROVIGNETTA 

 

Arriva il pedaggio europeo per i Tir: dopo più di tre anni e dopo ripetuti tentativi, i ministri dei Trasporti dell'Ue hanno trovato oggi un accordo politico sulla direttiva 'Eurovignettà che introduce un sistema di pedaggio per i mezzi pesanti che percorrono interi assi o tratti di reti di trasporto transeuropee (Ten).
 Il compromesso è arrivato dopo uno stallo di due anni, in cui il Consiglio non è riuscito a trovare un accordo tra gli interessi contrapposti degli Stati membri più periferici, interessati a non appesantire i costi di trasporto delle merci, e quelli invece di transito, interessati a recuperare i costi delle infrastrutture ed ambientali.
 La direttiva - che ora dovrà ritornare al Parlamento europeo per la seconda lettura - non modifica i consueti sistemi di pedaggio applicati al normale traffico stradale e autostradale degli Stati membri. La sua applicazione è invece obbligatoria per tutti i mezzi pesanti superiori alle 12 tonnellate, ma i 25 sono liberi di applicarla ai Tir a partire dalle 3,5 tonnellate.
 Per applicare il nuovo sistema, gli Stati membri possono scegliere se ricorrere alle 'Eurovignettè (nel qual caso il prezzo dei bollini è fissato a 11 euro al giorno per Paese di transito e per ingresso) o a sistemi di pedaggio chilometrico.
 L'accordo prevede sconti per gli utilizzatori frequenti che possono raggiungere al massimo il 13% del costo sostenuto dagli altri utilizzatori. Italia e Spagna, che si sono battute per una percentuale superiore, hanno ottenuto alla fine un lieve aumento dal 12% al 13%, ma non hanno sollevato ulteriori problemi per non frenare l'intesa.
 Nelle aree di montagna, dove ci sono problemi di congestione o di inquinamento ambientale, i pedaggi possono essere aumentati fino al 15%. L'aumento può arrivare fino al 25%, a patto che il gettito aggiuntivo venga destinato ad investimenti in tratti stradali transfrontalieri. L'Italia si è battuta per avere livelli massimi del 10% e del 20% rispettivamente.
 Sull'utilizzo delle risorse finanziarie ottenute grazie ai nuovi pedaggi, gli Stati membri non hanno vincoli (salvo nel caso degli aumenti nelle zone di montagna) ma una raccomandazione dell'Ue prevede che tali fondi vengano destinati agli investimenti in infrastrutture.
Ogni Stato membro ha inoltre l'obbligo di comunicare alla Commissione europea, almeno quattro mesi prima dell'attuazione del nuovo sistema di pedaggio, i parametri utilizzati per il calcolo dei costi, e spetterà all'esecutivo Ue certificare l' adeguatezza dei sistemi nazionali.
Il problema delle concessioni - di particolare rilievo per Francia e Italia, in cui la gestione delle nfrastrutture è spesso operata tramite concessionari - viene gestito operando una distinzione tra sistemi esistenti e sistemi nuovi, e quella tra pedaggio di concessione e altri pedaggi di tipo fiscale.

 

autostrada

 

 
 I sistemi di pedaggio nuovi non di concessione dovranno calcolare i costi utilizzando una metodologia elaborata dalla Commissione Ue. Ai nuovi sistemi di pedaggio di concessione viene solo imposto l'obbligo che il livello massimo sia equivalente o inferiore a quello che si avrebbe utilizzando la metodologia di Bruxelles.
 Il commissario europeo ai Trasporti, Jacques Barrot, ha salutato l'accordo, sottolineando che «se non si regola il sistema dei pedaggi non potremo finanziare le infrastrutture che per l'Europa sono un bisogno imperativo». Barrot ha fatto riferimento soprattutto al problema dei valichi alpini, e in particolare al Brennero, osservando che «l'armonizzazione dei pedaggi deve essere sufficiente per dare viabilità alle grandi infrastrutture transfrontaliere come le Alpi». Barrot ha anche sottolineato come «Italia e Austria abbiano dato un ottimo esempio, aiutandoci a risolvere i problemi».
 Il ministero delle infrastrutture e dei Trasporti ha commentato l'accordo sulla direttiva come «un risultato di piena soddisfazione per l'Italia». «La direttiva tiene conto delle esigenze di tutti gli operatori interessati e favorisce, con i sistema del finanziamento incrociato, la costruzione di infrastrutture alternative alla strada», osserva il ministero.