Bruxelles, 19 luglio 2005.
Oggi la Commissione ha
adottato una proposta di decisione del Consiglio relativa al miglioramento
della cooperazione di polizia fra gli Stati membri dell’Unione europea, in
particolare alle frontiere interne, e recante modifica della convenzione di
applicazione dell’accordo di Schengen. La proposta intende definire un
quadro generale per migliorare la cooperazione operativa, il coordinamento
strutturale e lo scambio di informazioni tra le forze dell’ordine degli
Stati membri dell’Unione europea. La proposta risponde all’invito del
programma dell’Aja a sviluppare ulteriormente la cooperazione
transfrontaliera di polizia ed è inoltre diretta a modificare la convenzione
di applicazione dell’accordo di Schengen, eliminando la limitazione ai
confini terrestri per quanto riguarda l’inseguimento oltre frontiera in
flagranza di reato ed ampliando le possibilità di osservazione
transfrontaliera e inseguimento oltre frontiera.
“La libera
circolazione delle persone all’interno dello spazio Schengen” ha dichiarato
il vicepresidente della Commissione Franco Frattini, responsabile per la
giustizia, la libertà e la sicurezza, “implica la necessità di compensare il
deficit di sicurezza dovuto all’abolizione dei controlli alle frontiere,
dato che gli autori di atti criminali sono liberi di circolare esattamente
come gli onesti cittadini. È necessario mettere fine all’impunità dovuta
agli ostacoli alla cooperazione”.
Nelle regioni di
confine, il lavoro quotidiano delle forze di polizia risente molto della
coesistenza di giurisdizioni diverse e fra loro permeabili. Disporre di
meccanismi di cooperazione adeguati è pertanto una necessità impellente in
quelle regioni, nelle quali la sfida posta dalla sicurezza è maggiore che in
qualsiasi altra parte dell’Unione. Anche se ogni regione ha caratteristiche
uniche dal punto di vista demografico, geografico ed economico, le esigenze
di cooperazione sono simili e permettono quindi di delineare un quadro
comune finalizzato a rimuovere gli ostacoli alla cooperazione, al
coordinamento delle attività e allo scambio di informazioni.
Le misure proposte
intendono rafforzare e migliorare lo scambio di informazioni, su richiesta o
su iniziativa dei servizi nazionali di polizia che le detengono, e si basano
sull’esperienza acquisita negli ultimi dieci anni grazie alla cooperazione
nell’ambito della convezione di applicazione dell’accordo di Schengen
(“convenzione Schengen”). Lo scambio di informazioni dovrà rispettare le
disposizioni sulla protezione dei dati di cui al titolo VI della
convenzione.
Il coordinamento
strutturale comprende l'esame dell'interoperabilità della strumentazione, in
particolare delle tecnologie di comunicazione e osservazione, e si incentra
in particolare sui programmi di formazione comuni, che possono consistere in
visite di lavoro, programmi di scambio e progetti per l’apprendimento delle
lingue straniere.
La cooperazione
operativa implica la costituzione di pattuglie comuni e la realizzazione di
operazioni di osservazione e interventi congiunti, l’assistenza alla
costituzione di squadre investigative comuni nelle regioni frontaliere e
l’assegnazione di compiti di polizia agli ufficiali di collegamento o ai
funzionari degli altri Stati membri.
La proposta istituisce
un comitato di regolamentazione, destinato ad assistere la Commissione, e ne
definisce i compiti. Il comitato è composto dai rappresentanti degli Stati
membri e presieduto dal rappresentante della Commissione, al quale spetta il
compito di sottoporre al comitato un progetto delle misure da adottare.