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Anche
l’Olanda si ribella all’Europa:
valanga di
«No» alla Costituzione |
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L'AJA. I
sondaggi della vigilia sono stati confermati e così anche l'Olanda, dopo che
già lo aveva fatto la Francia domenica, ha respinto la Costituzione europea:
gli olandesi hanno respinto la Costituzione con il 61,6% dei no. Confermato
così il primo exit poll, che indicava una vittoria del no al 63% mentre i sì
si sarebbero attestati al 37%. L'affluenza è stata del 62%, di molto
superiore alla percentuale di elettori che si erano recati alle urne l'anno
scorso per le elezioni del parlamento europeo, pari al 39,1% degli aventi
diritto. Una bocciatura netta, che giunge a soli tre giorni dallo schiaffo
francese (la percentuale in Francia si era attestata a 54,8%, circa 8 punti
in meno rispetto all'esito del referendum in Olanda). Come a Parigi, il «no»
alla Carta Costituzionale annuncia conseguenze sia nella politica interna
olandese sia, più in generale, sul futuro della Carta europea. Già oggi il
premier del governo di centro destra, Jan Peter Balkenende, la cui
popolarità è precipitata al suo minimo storico (19%), si recherà in
Parlamento per un primo dibattito sul voto.
Ora si teme un pericoloso effetto domino. Perfino nel Lussemburgo, il
prossimo paese dove i cittadini il 10 luglio andranno alle urne, il No è
dato in ascesa. Ed in questo caso, vista la popolarità del primo ministro
Jean Claude Juncker - il quale è anche presidente di turno dell'Ue - non può
essere evocata una commistione di interessi tra chi vuole bocciare il
trattato e chi intende soprattutto sfiduciare il governo. Alla Gran Bretagna
arrivano per ora segnali per cui la riflessione chiesta da Tony Blair
potrebbe sfociare nella richiesta di prendere atto della crescente
opposizione e sospendere le ratifiche. Da Praga, al contrario, il primo
ministro ceco Jiri Paroubek annuncia che al vertice di Bruxelles chiederà di
prolungare la scadenza fissata, per completare le ratifiche, per novembre
del 2006. In serata, anche il premier lussemburghese e presidente di turno
dell'Ue, Jean-Claude Juncker, ha affermato che il processo delle ratifiche
della Costituzione europea deve andare avanti. Juncker ha annunciato che
avanzerà proposte per trovare una via d'uscita da questa crisi al Consiglio
europeo del 16 e 17 giugno a Bruxelles. Un appello al senso di
responsabilità dei leader europei sul bilancio dell'Ue è stato lanciato dal
presidente della Commissione Josè Manuel Barroso, sottintendendo la
necessità di dare un segnale positivo dopo i due no venuti da Francia ed
Olanda alla Costituzione europea. Barroso ha quindi chiarito che non si
riferiva ad alcun paese in particolare, «ma ora il problema che abbiamo è
quello di arrivare ad un accordo sulle prospettive finanziarie», ha
aggiunto.
IL 2 giugno il voto di ratifica da parte del Parlamento della Lettonia. Non
ci sono stati dubbi sul voto favorevole alla Costituzione europea. Per la
ratifica occorreva la maggioranza qualificata dei due terzi dei cento
deputati |
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