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NEWS 10 DEL 03.06.05
 
 

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Anche l’Olanda si ribella all’Europa: 

valanga di «No» alla Costituzione

 
L'AJA. I sondaggi della vigilia sono stati confermati e così anche l'Olanda, dopo che già lo aveva fatto la Francia domenica, ha respinto la Costituzione europea: gli olandesi hanno respinto la Costituzione con il 61,6% dei no. Confermato così il primo exit poll, che indicava una vittoria del no al 63% mentre i sì si sarebbero attestati al 37%. L'affluenza è stata del 62%, di molto superiore alla percentuale di elettori che si erano recati alle urne l'anno scorso per le elezioni del parlamento europeo, pari al 39,1% degli aventi diritto. Una bocciatura netta, che giunge a soli tre giorni dallo schiaffo francese (la percentuale in Francia si era attestata a 54,8%, circa 8 punti in meno rispetto all'esito del referendum in Olanda). Come a Parigi, il «no» alla Carta Costituzionale annuncia conseguenze sia nella politica interna olandese sia, più in generale, sul futuro della Carta europea. Già oggi il premier del governo di centro destra, Jan Peter Balkenende, la cui popolarità è precipitata al suo minimo storico (19%), si recherà in Parlamento per un primo dibattito sul voto.
Ora si teme un pericoloso effetto domino. Perfino nel Lussemburgo, il prossimo paese dove i cittadini il 10 luglio andranno alle urne, il No è dato in ascesa. Ed in questo caso, vista la popolarità del primo ministro Jean Claude Juncker - il quale è anche presidente di turno dell'Ue - non può essere evocata una commistione di interessi tra chi vuole bocciare il trattato e chi intende soprattutto sfiduciare il governo. Alla Gran Bretagna arrivano per ora segnali per cui la riflessione chiesta da Tony Blair potrebbe sfociare nella richiesta di prendere atto della crescente opposizione e sospendere le ratifiche. Da Praga, al contrario, il primo ministro ceco Jiri Paroubek annuncia che al vertice di Bruxelles chiederà di prolungare la scadenza fissata, per completare le ratifiche, per novembre del 2006. In serata, anche il premier lussemburghese e presidente di turno dell'Ue, Jean-Claude Juncker, ha affermato che il processo delle ratifiche della Costituzione europea deve andare avanti. Juncker ha annunciato che avanzerà proposte per trovare una via d'uscita da questa crisi al Consiglio europeo del 16 e 17 giugno a Bruxelles. Un appello al senso di responsabilità dei leader europei sul bilancio dell'Ue è stato lanciato dal presidente della Commissione Josè Manuel Barroso, sottintendendo la necessità di dare un segnale positivo dopo i due no venuti da Francia ed Olanda alla Costituzione europea. Barroso ha quindi chiarito che non si riferiva ad alcun paese in particolare, «ma ora il problema che abbiamo è quello di arrivare ad un accordo sulle prospettive finanziarie», ha aggiunto.
IL 2 giugno il voto di ratifica da parte del Parlamento della Lettonia. Non ci sono stati dubbi sul voto favorevole alla Costituzione europea. Per la ratifica occorreva la maggioranza qualificata dei due terzi dei cento deputati

Olanda

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