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BOLL.12 30/06/05

 
 

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CONTI PUBBLICI ITALIANI

UE: IN DUE ANNI IL RIENTRO

 

Nel presentare le proprie 'raccomandazioni' per incoraggiare l'Italia a rimettere ordine nei propri conti pubblici, la Commissione europea ha concesso infatti al governo due anni (fino al 2007) per riportare il deficit sotto il 'tetto' del 3%, senza chiedere peraltro una manovrabis per quest'anno.

Nel contempo, pero', l'esecutivo europeo si e' mostrato determinato nel porre almeno tre paletti lungo il percorso di risanamento. Il primo e' che la riduzione complessiva del deficit, da qui al 2007, dovra' essere abbastanza consistente, ossia pari all'1,6% del pil; il secondo e' che l'aggiustamento dovra' avere natura strutturale e non dovra' quindi ricorrere alle misure 'una tantum' e temporanee che, nel 2005, peseranno ancora per lo 0,4% del pil. Inoltre, dovra' essere calcolato al netto dell'andamento del ciclo economico.

Bruxelles ha precisato, in terzo luogo, che l'Italia non potra' rinviare al 2007 tutti (o quasi) gli sforzi di bilancio, ma che almeno la meta' dell'obiettivo di riduzione del disavanzo - cioe' lo 0,8% - dovra' essere centrato nel 2006, che in Italia e' anno di elezioni. Riguardo a quest'ultimo aspetto, il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia, e' stato

tuttavia molto chiaro nel rimarcare che ''se c'e' una cosa di cui non ho paura sono le elezioni.

Non otterranno nulla da me con la minaccia delle elezioni''.

Il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, ha definito ''equilibrato'' il documento approvato oggi dalla Commissione, che deve ancora passare l'esame dell'Ecofin del 12 luglio, spiegando che ''tiene adeguatamente conto delle condizioni economiche nel definire tempi e profilo di convergenza entro i valori di riferimento, e permette al governo di disegnare una

legge finanziaria mirata innanzitutto alla crescita in un quadro di stabilita'''. Quanto all'Ecofin, Siniscalco ha osservato che ''se il Consiglio approvera', come confidiamo, questa raccomandazione, sara' un risultato ragionevole per tutti''.

Andando nel dettaglio delle raccomandazioni, emerge che all'Italia sono stati concessi due anni, invece di uno, per due ''circostanze speciali'' riconosciute dalla Commissione: la bassa crescita e l'entita' del disavanzo da correggere. Quanto alla 'ricetta' per riportare i conti pubblici in carreggiata, Bruxelles spiega che gli ingredienti di base sono quattro, non senza evidenziare

il ''deterioramento della situazione economica italiana''. Il primo consiste ''nell'attuare con rigore la manovra del 2005'', cosi' da evitare ulteriori derive di bilancio e

limitare il deficit a poco piu' del 4%.

E' questa la nuova previsione di Bruxelles sul disavanzo

del 2005, ha spiegato il commissario, precisando che quest'anno la crescita del pil sara' ''vicina allo zero''.

Al secondo posto compare la necessita' di ''prendere le misure necessarie

per una riduzione cumulativa del deficit strutturale di almeno l'1,6% in 2005-06''. Aggiustamento

che, ha voluto precisare, ''deve essere strutturale. Quindi non terremo conto, seguendo quanto prescrive il nuovo Patto, delle misure una-tantum''. ''Non so cosa decidera' il Governo italiano'', ha proseguito Almunia, ''ma le nostre stime e previsioni per il 2006 ed il 2007

non prevedono alcuna misura una tantum.

Junker_Siniscalco

L'aggiustamento deve essere strutturale e considereremo solo misure strutturali per valutarlo''. Venendo al terzo punto, il commissario ha sottolineato che almeno la meta' della correzione, quindi un taglio del deficit pari allo 0,8%, dovra' essere effettuato gia' nel 2006, in modo da consentire - e' questo il quarto punto, l'approdo conclusivo - di registrare ''un deficit sotto il 4% in 2006 e poco sotto 3% in 2007''.

 

Quanto al debito, vero tallone d'Achille delle finanze italiane, il membro dell'esecutivo europeo ha rimarcato che non e' diminuito ''con un ritmo soddisfacente'' negli ultimi anni e ''non lo fara' neppure nel prossimo futuro, in base all'attuale livello di surplus primario''. Almunia ha ribadito, quindi, che il debito dovra' scendere verso il 'tetto' del 60% del pil con ritmo ''soddisfacente'', osservando che l'Italia deve prestare piu' attenzione alle cosiddette operazioni 'below the line', che aumentano il debito, ma non il disavanzo. La procedura per deficit eccessivo nei confronti dell'Italia, ha voluto rimarcare il commissario in conclusione, ''e' un test molto importante'' e spero che lo supereremo ''nella maniera piu' positiva possibile. Siamo tutti interessati - Commissione, Consiglio e Stati membri - ad aumentare la credibilita' delle regole di bilancio dell'Uem visti i tempi che stiamo vivendo, ossia una crisi politica, dovuta ai due referendum falliti, e una situazione economica non facile, con prezzi petrolio in crescita e una carenza di fiducia''.