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ANSA


18.06.2005

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UE: COSTITUZIONE; EUROPA RIFLETTE  E RINVIA AL 2007
 
BRUXELLES, 17 GIU - L' Europa prende tempo, dilata al massimo il processo delle ratifiche della Costituzione, rinvia il problema in attesa di tempi migliori, si prende un lunghissima pausa di riflessione, di spiegazione, di dialogo.

Di fatto, l'Europa allontana il momento in cui dovra' guardare in faccia la realta' di una Costituzione che non fa innamorare i suoi cittadini e il momento in cui dovra' probabilmente provare a immaginare un percorso nuovo e diverso da quello percorso fino ad oggi.

 Al termine della prima giornata di uno dei vertici piu' difficili della storia della costruzione europea, i 25 si inventano una faticosa e poco convincente quadratura del cerchio sul tema strategico della ratifica costituzionale. Riuniti al Justus Lipsius di Bruxelles - in un'atmosfera di profonda crisi e piuttosto a corto di idee - i 25 leader concordano sulla necessita' di una lunghissima ''pausa di riflessione'' - fino a meta' del 2007 - da usare per riflettere e dialogare con le varie componenti sociali europee, per capire gli europei e far capire agli europei dove l'Ue vuole andare. In questo periodo i singoli stati decideranno autonomamente se andare avanti con le loro ratifiche o rinviare, anche se l'auspicio e' che le ratifiche referendarie - piu' a rischio - possano essere rimandate.

La Danimarca ha gia' annunciato il rinvio del suo referendum previsto per il 27 settembre, mentre sara' il parlamento lussemburghese a decidere sul referendum in programma nel Granducato il prossimo 10 luglio.

Mentre attendevano con ansia lo scontro di oggi sul bilancio e il possibile fallimento del vertice, i leader europei hanno cercato di individuare una formula che, per quanto fumosa, possa tenere in vita il sogno di una Costituzione europea.

In realta' il lungo rinvio deciso certifica una crisi profonda, con pochi precedenti e con poche possibilita' di risolversi positivamente. Due anni sono lunghi e i leader europei contano sul fattore tempo per poter sconfiggere le pulsioni antieuropeiste e gestire il malessere e lo scontento che attraversano l'Europa di inizio millennio. Ma lo stop e' di quelli pesanti ed sara' difficile assorbire la botta.

Al termine di questa prima drammatica giornata del summit, il premier lussemburghese Jean Claude Juncker si e' presentato in sala stampa spiegando che di fronte ai ''timori'' che si sono manifestati fra i cittadini europei non si puo' fare ''come se nulla fosse successo'' in Francia e in Olanda. Per questo, ha aggiunto, i leader europei hanno convenuto che in ''tutti i paesi dell'Unione europea'' ci sia un ''periodo di riflessione''.

 

UE, bandiere

La data del primo novembre 2006 come fine del processo di ratifiche non e' ''piu' sostenibile perche' chi non ha ancora ratificato non e' in grado di fornirci una risposta prima della meta' del 2007''. ''Bisogna dare tempo al tempo'', ha detto Juncker, sottolineando che i paesi che intendono procedere con ratifica parlamentare e quelli che intendono indire referendum lo decideranno secondo i tempi e le modalita' che decideranno sovranamente. Juncker ha ipotizzato che gli Stati che procederanno con il referendum ''possano avere un periodo di riflessione e dibattito piu' lungo rispetto a quello che scelgono il voto parlamentare'' In questo scenario depresso e privo di visione futura, una soluzione all'intricato nodo delle prospettive finanziarie 2007-2013 appare al momento parecchio lontana. Oggi, il vertice ha in programma il delicato e burrascoso dibattito sul bilancio. Su questo aspetto, l'ultima proposta lussemburghese non ha cambiato molto le carte in tavola. Le posizioni rimangono quelle note con la Francia e la Gran Bretagna in rotta di collisione e altri Paesi, come l' Olanda, che hanno gia' detto no e altri che aspettano altri miglioramenti per domani. Il ministro degli esteri inglese Jack Straw ha gia' spiegato chiaramente che al momento la proposta della presidenza lussemburghese rimane ''non accettabile''. Al momento non ci sono margini di manovra. Rimane soltanto una notte per evitare un altro rinvio e il fallimento del summit. PST

(Dall' inviato Stefano Polli) (ANSA) -

DOCUMENTI

Conclusions du Conseil européen des 16 et 17 juin 2005

18-06-2005