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Il Consiglio europeo che si è
tenuto il 16 e 17 giugno a Bruxelles ha affrontato diversi
temi, tra cui il futuro del Trattato costituzionale
dell’Unione europea e le prospettive finanziarie per il
2007-2013.
1. Costituzione europea
Nella dichiarazione conclusiva
del vertice, i Capi di Stato e di Governo hanno preso atto
dei risultati dei referendum in Francia e nei Paesi Bassi e
del fatto che i cittadini hanno espresso preoccupazioni e
inquietudini di cui occorre tener conto. Per questo motivo il
Consiglio ritiene necessario intraprendere una riflessione
comune a tale riguardo. Detto periodo di riflessione, a cui
le istituzioni europee dovranno apportare il loro contributo,
servirà a consentire in ciascuno dei paesi un ampio
dibattito.
I leader europei hanno
convenuto che il calendario delle ratifiche nei vari Stati
membri sarà adeguato, se necessario, alla luce dei recenti
sviluppi e in base alle circostanze, e si sono dati
appuntamento nel primo semestre del 2006 per procedere ad una
valutazione globale dei dibattiti nazionali e per decidere
sul seguito del processo.
2. Prospettive finanziarie
Il Consiglio europeo non è
riuscito a trovare un accordo globale sulle prospettive
finanziarie. Il presidente Jean-Claude Juncker ha spiegato
che si è arrivati molto vicini al raggiungimento di un
accordo e che “le differenze erano minime, ma alcune
delegazioni non hanno mostrato volontà politica”.
Tuttavia, le delegazioni che
erano pronte a trovare un compromesso “erano più numerose di
quelle dei paesi che si sono rifiutati di impegnarsi in tale
sforzo”. Il Consiglio ha preso atto che i lavori preparatori
avviati hanno consentito di progredire significativamente e
ha invitato la futura Presidenza a portare avanti queste
discussioni, mantenendo l'enfasi e l'impulso impressi alle
discussioni grazie allo schema di negoziato elaborato su
iniziativa di quella attuale.
3. Altri temi
Sviluppo sostenibile
Il Consiglio europeo ha
approvato la "dichiarazione sui principi guida dello sviluppo
sostenibile", rammentando che gli obiettivi chiave e i
principi guida costituiranno la base della nuova strategia in
materia, che comprenderà obiettivi, indicatori ed un'efficace
procedura di controllo e sarà adottata, se possibile, entro
il 2005.
Rilancio della strategia
di Lisbona: un partenariato per la crescita e l'occupazione
Nel marzo 2005 il Consiglio
europeo ha ritenuto indispensabile rilanciare la strategia di
Lisbona e procedere a un riorientamento delle priorità verso
la crescita e l'occupazione. In tale contesto, sono stati
approvati gli orientamenti integrati per la crescita e
l'occupazione (2005-2008), che constano degli indirizzi di
massima per le politiche economiche e degli orientamenti per
l'occupazione.
Lotta al terrorismo
Il Consiglio europeo ha
auspicato che nel corso del secondo semestre del 2005 siano
trattati in via prioritaria, tra l’altro, i seguenti punti:
lavori legislativi intesi a rafforzare la cooperazione di
polizia e giudiziaria, prosecuzione degli sforzi volti a una
migliore trasmissione delle informazioni strategiche e
operative tra gli Stati membri e tra questi e le agenzie e i
servizi competenti dell'Unione, prosecuzione dell'attuazione
della strategia in materia di finanziamento del terrorismo,
rafforzamento delle capacità di protezione civile,
rafforzamento del dialogo politico con i paesi terzi in
materia di terrorismo.
Relazioni esterne
Balcani occidentali
Il Consiglio europeo ha
riaffermato il suo impegno a favore dell'attuazione completa
dell'agenda di Salonicco, in cui si sottolinea che il futuro
dei Balcani occidentali è nell'Unione europea. In
particolare, l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia è stata
incoraggiata ad intensificare gli sforzi nella prospettiva
del parere che la Commissione presenterà sulla sua richiesta
di adesione.
Sono stati inoltre
sottolineati gli sforzi sostanziali compiuti dalla Serbia e
Montenegro, riaffermando che l'Unione europea desidera
avviare non appena possibile negoziati ai fini della
conclusione di un accordo di stabilizzazione e di
associazione. E’ stata inoltre ribadita la determinazione a
fare lo stesso per la Bosnia-Erzegovina non appena
sussisteranno le condizioni necessarie. |