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Si è svolta nei giorni scorsi a
Catania la riunione del Gruppo d’interesse economico regionale del
comparto cerealicolo che, a chiusura della campagna di mietitura, ha
fatto il punto della situazione del grano duro.
Il Gruppo d’interesse economico ha
evidenziato la pesante riduzione delle rese medie per ettaro
calcolate intorno al 35-40 per cento che si aggiunge alla riduzione
del 28 per cento della superficie investita. Si tratta di dati che
in sintesi mettono in luce il dimezzamento della produzione del
grano duro siciliano rispetto al 2008. Il prezzo del grano duro
all’origine, però, continua ad essere mantenuto su valori
estremamente bassi, malgrado la forte contrazione della produzione
siciliana e di quella nazionale, che l’Ismea ha calcolato in oltre
il 23 per cento.
La situazione è quindi preoccupante,
soprattutto perché ancora una volta prevalgono azioni speculative
che penalizzano il reddito degli agricoltori siciliani ai quali, tra
l’altro, viene riconosciuto in assoluto il prezzo più basso
praticato sulle principali piazze cerealicole nazionali.
Il Gruppo d’Interesse economico ha
evidenziato la inderogabile necessità di avviare un profondo
processo di riorganizzazione del comparto per sottrarlo alla
speculazione e contrastare la svalutazione la produzione di grano
duro della Sicilia.
Per questo ritiene necessaria
un’azione del Governo regionale che miri al sostegno del
raggiungimento di accordi di filiera e a una più incisiva attività
di controllo sulle partite di grano duro d’importazione, basata più
su azioni di intelligence che su azioni estemporanee troppo spesso
finalizzate al risalto mediatico.
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