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EUROPA & Mediterraneo

Bollettino 46 del 29/11/2007

 

Agricoltura, pesca

 


Sviluppo rurale per il periodo 2007-2013

Approvata una nuova serie di programmi


 
La settimana scorsa il comitato per lo sviluppo rurale (composto da rappresentanti dei 27 Stati membri) ha dato parere favorevole su una serie di programmi di sviluppo rurale presentati da:

Belgio (Vallonia),

Estonia,

Francia (Martinica, Riunione),

Germania (3 Länder),

Grecia,

Italia (4 regioni),

Portogallo (continente e Azzorre),

Slovacchia e

Spagna (Navarra)

per il periodo di programmazione finanziaria 2007-2013.

 

Si tratta di programmi intesi a sostenere le infrastrutture, creare nuove fonti di reddito per le regioni rurali, promuovere la crescita e combattere la disoccupazione. La Commissione procederà all’adozione formale di questi programmi nelle prossime settimane. Nei prossimi mesi seguirà l’approvazione dei programmi degli altri paesi e regioni.

“L’adozione dei programmi di sviluppo rurale prosegue”, ha affermato Mariann Fischer Boel, commissaria europea all’Agricoltura e allo sviluppo rurale. “Una politica di sviluppo rurale più forte è essenziale per il futuro delle nostre zone rurali. Questi fondi contribuiranno non solo alla diversificazione all’interno del settore agricolo, ma andranno anche a finanziare importanti progetti ambientali e creeranno lavoro in settori diversi dall’agricoltura.”

Per quanto riguarda più in particolare l’Italia, per il periodo 2007-2013 il FEASR: (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) ha messo a disposizione delle quattro regioni interessate (Calabria, Piemonte, Sardegna e Umbria) fondi complessivi pari a oltre 1 900 milioni di euro che saranno destinati a perseguire i seguenti obiettivi: rafforzare la competitività; promuovere un uso sostenibile delle risorse naturali e sviluppare la capacità di attrazione delle zone rurali; intervenire sull’integrazione tra lo sviluppo del settore agricolo e forestale, l’ambiente, la bioenergia, l’agriturismo e i servizi.

Contesto
Nell’ambito della radicale riforma della politica agricola comune (PAC) avviata nel 2003, è stata oggetto di revisione anche la politica di sviluppo rurale. La Commissione, dopo aver condotto un’analisi approfondita comprendente una “valutazione di impatto estesa” della futura politica di sviluppo rurale, aveva presentato una proposta nel luglio 2004. Nel settembre 2005 il Consiglio ha adottato il regolamento (CE) n. 1698/2005, recante le disposizioni sulla nuova politica di sviluppo rurale per il periodo 2007-2013.

Il regolamento è caratterizzato da “continuità e cambiamento”: la nuova normativa continua ad offrire una serie di misure per le quali gli Stati membri possono ottenere finanziamenti comunitari nell’ambito di programmi integrati di sviluppo rurale; cambia però la maniera in cui sono elaborati i programmi, con un accento più forte sui contenuti strategici e sullo sviluppo sostenibile delle aree rurali. Per la futura politica di sviluppo rurale sono stati definiti tre settori centrali di intervento (i cosiddetti assi), vale a dire:
- miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale,
- sostegno alla gestione del territorio e miglioramento dell’ambiente,
- miglioramento della qualità della vita e promozione della diversificazione delle attività economiche
 

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