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Sviluppo rurale per il periodo 2007-2013
Approvata una nuova serie di programmi |
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La settimana scorsa il comitato per lo sviluppo rurale (composto da
rappresentanti dei 27 Stati membri) ha dato parere favorevole su una
serie di programmi di sviluppo rurale presentati da:
Belgio (Vallonia),
Estonia,
Francia (Martinica, Riunione),
Germania (3 Länder),
Grecia,
Italia (4 regioni),
Portogallo (continente e Azzorre),
Slovacchia e
Spagna (Navarra)
per il periodo di programmazione finanziaria 2007-2013. |
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Si tratta di programmi intesi a sostenere le infrastrutture, creare
nuove fonti di reddito per le regioni rurali, promuovere la crescita
e combattere la disoccupazione. La Commissione procederà
all’adozione formale di questi programmi nelle prossime settimane.
Nei prossimi mesi seguirà l’approvazione dei programmi degli altri
paesi e regioni.
“L’adozione dei programmi di sviluppo rurale prosegue”, ha affermato
Mariann Fischer Boel, commissaria europea all’Agricoltura e allo
sviluppo rurale. “Una politica di sviluppo rurale più forte è
essenziale per il futuro delle nostre zone rurali. Questi fondi
contribuiranno non solo alla diversificazione all’interno del
settore agricolo, ma andranno anche a finanziare importanti progetti
ambientali e creeranno lavoro in settori diversi dall’agricoltura.”
Per quanto riguarda più in particolare l’Italia, per il periodo
2007-2013 il FEASR: (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale)
ha messo a disposizione delle quattro regioni interessate (Calabria,
Piemonte, Sardegna e Umbria) fondi complessivi pari a oltre 1 900
milioni di euro che saranno destinati a perseguire i seguenti
obiettivi: rafforzare la competitività; promuovere un uso
sostenibile delle risorse naturali e sviluppare la capacità di
attrazione delle zone rurali; intervenire sull’integrazione tra lo
sviluppo del settore agricolo e forestale, l’ambiente, la
bioenergia, l’agriturismo e i servizi.
Contesto
Nell’ambito della radicale riforma della politica agricola comune
(PAC) avviata nel 2003, è stata oggetto di revisione anche la
politica di sviluppo rurale. La Commissione, dopo aver condotto
un’analisi approfondita comprendente una “valutazione di impatto
estesa” della futura politica di sviluppo rurale, aveva presentato
una proposta nel luglio 2004. Nel settembre 2005 il Consiglio ha
adottato il regolamento (CE) n. 1698/2005, recante le disposizioni
sulla nuova politica di sviluppo rurale per il periodo 2007-2013.
Il regolamento è caratterizzato da “continuità e cambiamento”: la
nuova normativa continua ad offrire una serie di misure per le quali
gli Stati membri possono ottenere finanziamenti comunitari
nell’ambito di programmi integrati di sviluppo rurale; cambia però
la maniera in cui sono elaborati i programmi, con un accento più
forte sui contenuti strategici e sullo sviluppo sostenibile delle
aree rurali. Per la futura politica di sviluppo rurale sono stati
definiti tre settori centrali di intervento (i cosiddetti assi),
vale a dire:
- miglioramento della competitività del settore agricolo e
forestale,
- sostegno alla gestione del territorio e miglioramento
dell’ambiente,
- miglioramento della qualità della vita e promozione della
diversificazione delle attività economiche |
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per il periodo di programmazione finanziaria
2007-2013 |
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