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FONTE ANSA

22 NOVEMBRE 2006

Agricoltura


VINO: CIA, CONTRO TRUCIOLI RICORSO TRIBUNALE LUSSEMBURGO


 

Contro il provvedimento sui trucioli la Cia-Confederazione italiana agricoltori ricorre alla giustizia europea. E' stata avviata, infatti, un'azione giudiziaria per contrastare una misura comunitaria che "non garantisce, anzi inganna, i consumatori e penalizza i produttori vitivinicoli".

"Questa nostra iniziativa alla Corte di Giustizia Ue - commenta il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi - si é resa necessaria perché il nuovo regolamento europeo che consente l'uso dei 'trucioli' per invecchiare artificialmente il vino introduce un pericoloso precedente.

I consumatori sono praticamente indifesi davanti ad un'etichettatura, prevista dal provvedimento, tutt'altro che chiara. Mentre i produttori risultano fortemente danneggiati. Si confonde, infatti, un prodotto invecchiato con tecniche tradizionali in botti di legno, che ha tempi lunghi e soprattutto costi notevoli, con un metodo 'rapido', meno oneroso sotto il profilo economico e certamente molto inferiore sotto l'aspetto qualitativo".
"In un contesto del genere - aggiunge Politi - il recente decreto del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Paolo De Castro, che vieta l'utilizzo dei trucioli per i vini Doc e Docg, non poteva essere diversamente. Esso si muove all'interno di un provvedimento, quello adottato dall'Ue, che non consente ampi margini di manovra. Quello da cambiare è, quindi, il regolamento comunitario". "Vogliamo una corretta informazione in etichetta - rimarca il presidente della Cia -. Una valida trasparenza che permetta di riconoscere la provenienza del prodotto e con quale sistema sia stato invecchiato".
"La norma comunitaria - rileva ancora Politi - rischia di pregiudicare le tradizioni e il legame con il territorio delle nostre produzioni vitivinicole, a tutto vantaggio di quelle dove è crescente l'utilizzo del truciolo, dal Cile agli Stati Uniti, dall'Australia al Sud Africa. Produzioni queste che risulterebbero molto più competitive sui mercati internazionali, in quanto l'invecchiamento in 'barrique' é più costoso".

"La Cia - conclude il presidente della Confederazione - con la sua azione legale vuole, insomma, tutelare le produzioni di qualità del nostro settore vitivinicolo, che stanno riscuotendo sui mercati mondiali un successo straordinario.
Un impegno, quello dei vitivinicoltori italiani, che adesso rischia di naufragare davanti alla nuova regolamentazione Ue, penalizzante, ingannevole e mortificante. Da qui la scelta della via giudiziaria per far modificare il provvedimento.