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NEWS n.16 del 23.10.2006

 

Sicilia


A BRUXELLES MARCHIO “SICILIA AGRICOLTURA” ,

quattro giornate, dal 15 al 18 ottobre, per rilanciare il made in Sicily.


 

pistacchio di BronteIl marchio Sicilia Agricoltura, per la certificazione dei prodotti alimentari siciliani, fa il suo debutto anche in Belgio, dove questa settimana una ventina di aziende agroalimentari dell'isola hanno partecipato a Bruxelles a quattro giornate per rilanciare il 'made in Sicily'.  

Occasione dell'appuntamento, la manifestazione 'I colori, gli odori e sapori della produzione agroalimentare tipica siciliana", organizzata in collaborazione con l'Assessorato Regionale Agricoltura e Foreste e con il patrocinio della Provincia Regionale di Catania, della Camera di Commercio di Catania e della Camera di Commercio Italo Belga.  

Una manifestazione che ha riunito nella capitale d'Europa consorzi e società a conduzione famigliare -selezionati dalla Società Agriservice euromed (Asem)- come la Sataria (conserve gastronomiche mediterranee), l'azienda agricola Poggio di Bortolone (vini) o il consorzio per la tutela dei fichi d'india e quello per la tutela del pistacchio verde di Bronte (DOP).  

«Il marchio serve a collegare il prodotto al territorio, in modo da creare un legame forte che aiuti anche l'industria del turismo - ha esordito Giuseppe Pennisi, dirigente dell'assessorato regionale all'agricoltura della Regione Siciliana, durante una tavola rotonda organizzata dall'Asem e dall'Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles -.

Fino a 20-30 anni fa la qualità era un punto di arrivo, oggi è un punto di partenza. Oggi la qualità va certificata e promossa».  La Regione Siciliana sta «lavorando affinchè i punti deboli della filiera agroalimentare abbiano un aiuto - ha spiegato Pennisi -. E il punto debole più importante è dato dalla commercializzazione al consumatore finale».  Ha concordato con Pennisi l'Europarlamentare siciliano Raffaele Lombardo: «Noi difettiamo molto nella commercializzazione dei prodotti - ha commentato -. Serve l'integrazione tra i prodotti agroalimentari e il turismo». Ma come risolvere il problema?, si è chiesto. «Spesso è una questione di prezzo - ha osservato -. Spesso l'olio extravergine siciliano è il più caro, per questo bisogna organizzare meglio la commercializzazione. Se non c'è qualcuno che si preoccupa di dare forza soprattutto con la grande distribuzione il prodotto non sfonda».  Per Michele Pasca-Raimondo, direttore generale aggiunto delle politiche regionali della Commissione europea, «l'elemento cardine è quello della sicurezza alimentare, perchè quando si parla di prodotti, si parla di prodotti di qualità e la qualità può essere collegata a diversi altri fattori, come il valore nutrizionale, il metodo di produzione, l'origine (il territorio a cui fa capo il prodotto), il gusto e ciò che evoca come immagine».  L'Asem, da parte sua, si preoccupa «di creare un ponte ideale tra la Sicilia e Bruxelles, che è una sede importante anche dal punto di vista economico», ha spiegato il consulente della società, Giuseppe Alizzio.  «Questa settimana abbiamo portato a Bruxelles gli odori, i colori ed i sapori dei prodotti tipici siciliani - ha aggiunto -. Questa iniziativa vuole sottolineare l'importanza della tipicità dei prodotti di nicchia e lanciare un marchio del 'made in Sicily' anche in Belgio.  Intanto, Francesco Attaguile, responsabile dell'ufficio di Bruxelles della Regione Siciliana, ha fatto notare l'importanza di iniziative come questa. »In Europa c'è bisogno di riconoscersi nel prodotto e di riconoscere nel prodotto tutto quello che contiene, tutto il suo entroterra - ha affermato -.  Dobbiamo mettere insieme un paniere che possiamo offrire all'Europa, perché l'Europa ne è povera e questo deve passare attraverso le istituzioni. La via è questa: Mettere insieme tutto ciò che la Sicilia offre e che in Europa manca»

 

link: il comunicato stampa