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La cooperazione transnazionale riveste certamente un
fascino particolare per quanti si occupano di sviluppo locale se non
altro per la volontà di ciascuno di noi di verificare fino a che punto
gli errori commessi o i successi raggiunti, gli ostacoli incontrati, le
strategie messe in atto, ecc. siano simili a quelli di altri e per la
speranza (non remota) di rintracciare nel percorso di altri, idee,
stimoli e possibilità di soluzioni per i contesti nei quali ciascuno di
noi lavora.
L’evento, organizzato dal “Contact
Point LEADER +” e realizzato alla fine di giugno a Bruxelles, è
risultato per quanti di noi hanno potuto partecipare, impressionante per
il numero di partecipanti, per l’interesse dei temi trattati e per la
quantità e la qualità di stimoli ricevuti.
L’organizzazione offriva infatti innumerevoli occasioni
di confronto sui temi più diversi e risultava estremamente difficile la
scelta, spesso da realizzare in pochi minuti visto il ritmo incalzante
degli eventi organizzati, tra le numerose tavole rotonde, i casi studio,
i seminari.
La manifestazione è stata complessivamente
interessantissima pur risultando certamente in ritardo per svolgere la
sua funzione di “incoraggiamento e accompagnamento” all’instaurarsi di
partenariati visto che, in alcuni casi tra i quali spicca la Germania,
la misura di cooperazione è ad uno stadio molto avanzato che impedisce
l’instaurarsi, a metà del 2005, di partenariati finalizzati a LEADER.
Eppure, all’evento hanno partecipato più di 500 persone
provenienti da 27 paesi europei, per due terzi rappresentanti di GAL,
che hanno potuto confrontarsi, discutere, fare amicizia, prendere
accordi, con colleghi provenienti da tutta Europa interessati a
stabilire rapporti di cooperazione o, semplicemente, a raccogliere
materiale, idee, contatti.
Come sottolineato nel suo discorso di apertura da M.
Anher, l’importanza della cooperazione transnazionale è ovvia:
innanzitutto essa da’ una dimensione europea ad un programma per
definizione “locale” come LEADER ed in secondo luogo essa è uno
strumento di innovazione.
Le aree rurali competitive sono sempre più territori che
cooperano tra loro e aperti a scambi di esperienze.
Con
LEADER II sono stati realizzati circa 255 progetti di cooperazione il
che ci dice che circa il 50% dei GAL si sono già confrontati con questa
misura: l’obiettivo per il LEADER + è quello di raggiungere almeno lo
stesso livello di coinvolgimento dei GAL nella cooperazione.
M.
Nikiforos SIVENAS
(Direttore del coordinamento sviluppo rurale – Direzione generale
Agricoltura e sviluppo rurale della Commissione europea), ha
sottolineato inoltre che “cooperare significa lavorare insieme per
trovare soluzioni comuni a problemi simili: in un mondo globalizzato la
cooperazione offre l’occasione ai territori rurali di inserire la loro
azione in una prospettiva di più ampio respiro, di confrontare il loro
modo d’agire con quello di altre culture, di raggiungere la massa
critica necessaria a rendere viabili i progetti, ad inspirarsi
all’esperienza di altri per mettere maggiormente in valore le
potenzialità del proprio territorio”
Ed è
esattamente quello che gli intervenuti a questo evento vogliono ottenere
cercando di mettere in atto progetti di cooperazione.
Ma
ancora, M. Sivenas ha messo in evidenza che in questa nuova generazione
di progetti di cooperazione è necessario un salto di qualità in quanto
si passa quelli che vengono definiti “scambi di esperienze”
tipici di LEADER I e II, alla realizzazione di azioni comuni che
richiedono “la creazione di partenariati di grande qualità” e grande
impegno da parte dei partners e delle autorità di gestione nella
individuazione di azioni pertinenti rispetto agli obiettivi, di
metodologie valide, di corretta gestione dei progetti e del budget.
C’è
dunque un esplicito riferimento ad una “professionalità” da mettere in
gioco e un esplicito invito alle autorità di gestione nell’incoraggiare
e guidare i GAL nella realizzazione della cooperazione.
Azione di
stimolo e assistenza dovranno inoltre avere le reti nazionali e
l’osservatorio .
Detto
questo, M. Sivenas passa a sottolineare nel suo discorso le difficoltà
della coooperazione che, come è noto, è la misura più difficile del
LEADER.
Una delle
difficoltà è certamente collegata ai tempi di realizzazione visto che,
nella generalità dei casi la misura 2 viene avviata soltanto quando la 1
è ben avviata, e la seconda è da ascrivere alla estrema variabilità
delle regole messe in atto da ciascun paese.
Proprio
per dare un quadro di tali differenze (tempi e procedure), una delle
sessioni più importanti e più seguite della fiera è stata dedicata
all’esposizione delle procedure messe in atto dai diversi paesi e/o
regioni e alla esposizione dello “stato dell’arte” nei diversi paesi.
M.
Sivenas sostiene poi che altre difficoltà nella realizzazione della
misura di cooperazione transnazionale sono invece a livello di GAL.
Se da una
parte infatti l’esperienza di LEADER I e II ha mostrato i vantaggi
derivanti dalla cooperazione, ha mostrato anche le difficoltà legate non
soltanto alla distanza geografica ma anche alla cultura e alla lingua.
Passare dall’idea al progetto, nel caso della cooperazione
transnazionale, condividere obiettivi e percorsi metodologici,
suddividere responsabilità, coordinarsi a distanza possono essere tutti
elementi complicati nei quali l’esperienza diretta gioca un ruolo
importantissimo ed è per questo che larga parte dell’evento era dedicato
appunto alla condivisione di esperienza significative già realizzate o
in corso di realizzazione.
E’ stato
estremamente interessante notare che tutti in gli atelier dedicati a
questi aspetti sono stati messi in evidenza in maniera “spietata” che
poteva quasi sembrare “scoraggiante” per chi per la prima volta si
accostava al tema ma che invece tendeva a dare un quadro reale di tutte
le implicazioni connesse alla realizzazione di un progetto siffatto.
Sono
stati dunque enfatizzati i risultati senza sottacere le difficoltà di
realizzazione dei progetti.
Vogliamo
concludere con le parole di M. Sivenas che ci sembrano molto adatte a
definire il valore della cooperazione transnazionale nell’ambito di
LEADER.
“Leader+
ha una funzione di laboratorio con l’obiettivo di fare emergere e
sperimentare nuovi approcci di sviluppo integrato e sostenibile che
devono influenzare, completare e/o rinforzare la politica di sviluppo
rurale nella Comunità. Leader+ è inoltre un laboratorio di cooperazione
territoriale tra micro-regioni rurali con progetti di tipologia assai
differente tra loro.
La misura
di cooperazione transnazionale LEADER+ da inoltre la possibilità,
attraverso la possibilità di partecipazione di GAL finanziati da
programmi diversi da LEADER, di diffondere il modello di sviluppo
proposto da LEADER”.
I documenti relativi all’evento in questione sono stati
pubblicati ed offrono spunti di riflessione ed idee molto interessanti. |