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PROGRAMMA REGIONALE AGRITURISTICO 2005/2007
OBIETTIVI E
PRIORITA'
In un'ottica di coerenza e continuità con i due precedenti programmi
agrituristici, si ritiene che debbano, innanzitutto, essere confermati gli
obiettivi di carattere generale già individuati nei suddetti documenti e
che di seguito si riportano:
- favorire lo sviluppo agricolo e forestale ed il riequilibrio del
territorio;
- agevolare la permanenza dei produttori agricoli nelle aree rurali con
particolare riferimento alle zone montane e particolarmente svantaggiate
attraverso l'integrazione dei redditi aziendali ed il miglioramento della
qualità della vita;
- valorizzare e recuperare il patrimonio rurale, naturale ed edilizio;
- concorrere alla tutela ed alla conservazione dell'ambiente e del
paesaggio e promuovere la conoscenza e l'offerta dei prodotti tipici,
anche al fine di favorire la diversificazione dei flussi turistici;
- favorire il rapporto fra città e campagna;
- ampliare la stagionalità dell'offerta agrituristica;
- promuovere iniziative mirate al recupero ed alla valorizzazione di
tutte le risorse ed il recupero del patrimonio vario tradizionale come
sentieri e trazzere.
Inoltre, sulla base dell'analisi dei fattori di rischio e opportunità
evidenziati nel paragrafo precedente, si possono individuare alcuni
obiettivi specifici a carattere prioritario, da conseguire nel breve o
medio periodo.

AZIONI PREVISTE
PER OBIETTIVO
Il conseguimento degli obiettivi specifici sopra individuati presuppone la
realizzazione di una serie di interventi, afferenti a una pluralità di
soggetti.
Si espongono, pertanto, le azioni collegate ai singoli obiettivi da
perseguire, che dovranno essere attivate nel triennio di operatività del
programma.
1)
Incremento qualitativo e diversificazione dell'offerta agrituristica -
valorizzazione dei prodotti tipici regionali
Questi obiettivi specifici rivestono, senza dubbio, un'importanza
fondamentale per il decollo del comparto agrituristico regionale.
E' da rivedere, innanzitutto, il sistema di classificazione attualmente
operante per le aziende agrituristiche, basato su criteri più confacenti
ad esercizi ricettivi di natura turistica.
Poiché l'agriturismo è definito, per norma, un'attività connessa a quella
agricola, deve essere introdotto un sistema di classificazione
strettamente collegato alla realtà agricola dell'azienda, come del resto
avviene nelle altre regioni italiane.
Inoltre, al fine di pervenire all'incremento qualitativo e alla
diversificazione dell'offerta agrituristica, si ritiene essenziale
procedere all'individuazione di ulteriori parametri che devono essere
posseduti dalle aziende, per il conseguimento volontario di una specifica
certificazione di qualità rilasciata dall'Assessorato regionale
dell'agricoltura e delle foreste.
Le aziende oggetto di certificazione potranno inserire, nel materiale
promo-pubblicitario e nella segnaletica aziendale, la dizione "Agriturismo
di qualità riconosciuta dalla Regione siciliana".
Il passo successivo consisterà nel riservare l'erogazione dell'aiuto
pubblico, di qualsiasi tipologia e provenienza, esclusivamente alle
aziende agrituristiche che già posseggono o che si prefiggono di
conseguire con l'intervento pubblico la certificazione di qualità
regionale.
L'individuazione dei parametri e la definizione delle modalità del nuovo
sistema di classificazione regionale verranno operate, con decreto del
dirigente generale del dipartimento interventi strutturali
dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste, entro 60
giorni dall'approvazione del presente programma.
In particolare, la certificazione di qualità dovrà tenere conto dei
seguenti aspetti:
- valenza ambientale, storico-culturale e paesaggistica del sito di
localizzazione dell'azienda;
- offerta di un'ampia gamma di servizi fra cui, obbligatoriamente,
ospitalità con ristorazione riservata agli ospiti e attività
culturali-ricreative;
- nel caso di ristorazione usufruibile anche da utenti non ospiti, questi
ultimi non potranno essere di numero superiore al 50% dei posti letto
autorizzati;
- ristorazione effettuata esclusivamente con prodotti aziendali e/o
provenienti da produzioni della zona certificate biologiche e/o DOP o IGP
, ad eccezione di bevande e prodotti da forno;
- ordinamento colturale ad indirizzo biologico o integrato certificato,
comprendente le produzioni orticole e zootecniche;
- presenza di prodotti aziendali biologici, DOP, IGP;
- qualificazione professionale dell'operatore agrituristico, che
comprenda la conoscenza di almeno una lingua straniera;
- caratteristiche architettoniche degli edifici utilizzati per
l'agriturismo;
- certificazione volontaria dei processi aziendali.
Un ulteriore intervento di non trascurabile rilevanza per la
diversificazione dell'offerta consisterà, infine, nella incentivazione
delle attività didattiche esercitabili nelle aziende agrituristiche.
A riguardo, si prevede l'attivazione della nuova azione D della misura
P.O.R. 4.15, con particolare riferimento agli investimenti finalizzati
alla creazione di aziende e fattorie didattiche.
2)
Aggiornamento del quadro normativo regionale di riferimento
Si ritiene non più rinviabile la modifica e l'aggiornamento della legge
regionale n. 25/94 in materia di agriturismo, al fine di consentire agli
imprenditori di operare in un contesto normativo moderno ed in grado di
offrire le necessarie opportunità di sviluppo e qualificazione del
settore.
Si auspica, pertanto, la presentazione in tempi brevi di un apposito
disegno di legge da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea regionale.
3)
Miglioramento della dotazione infrastrutturale a servizio delle aziende
Trattasi di un obiettivo di non facile conseguimento, in quanto fortemente
connesso all'attivazione di cospicui flussi finanziari di spesa pubblica.
Ne deriva che risultati apprezzabili potranno essere conseguiti solamente
in seguito a un'efficace sinergia di azioni, utilizzando i vigenti
strumenti di programmazione regionale.
4) Recupero e
ulteriore valorizzazione delle risorse territoriali presenti nelle aree
rurali
L'obiettivo è perseguibile nell'ambito di una strategia regionale di
valorizzazione dell'offerta rurale del territorio, che comprende, ad
esempio, la creazione degli itinerari basati sulle produzioni
agroalimentari e sull'enogastronomia.
Ricadute positive, inoltre, possono derivare dalla realizzazione di tutti
gli interventi previsti dal P.O.R. Sicilia in materia, fra cui sono da
citare quelli afferenti ai territori della rete ecologica regionale.
5)
Innalzamento del livello professionale degli operatori agrituristici
La professionalità dell'operatore agrituristico costituisce un presupposto
essenziale per un agriturismo di qualità, destinato alle fasce di utenza
con elevato reddito ed alto livello culturale.
Ne deriva che la formazione preventiva e in corso d'opera degli operatori
assume il ruolo di uno strumento indispensabile, per il raggiungimento
dell'obiettivo.
A riguardo, nella nuova legge regionale in materia di agriturismo dovrà
essere previsto il requisito della qualificazione professionale, come
elemento vincolante per l'esercizio dell'attività.
6) Più
efficace posizionamento sul mercato dell'offerta regionale
La possibilità di collocare in maniera efficace e remunerativa il
"prodotto agriturismo" nel mercato delle vacanze e del tempo libero, è
strettamente connessa, oltre che alla qualità dell'offerta, a un'efficace
e coordinata azione di promozione e pubblicità.
L'esistenza di una pluralità di soggetti operanti in maniera scoordinata
nel settore della promozione, non ha finora prodotto risultati
particolarmente apprezzabili.
Si dovrà, pertanto, prevedere nella nuova legge regionale l'individuazione
di un unico soggetto istituzionale deputato alla promozione e pubblicità
dell'offerta agrituristica regionale, anche con la partecipazione delle
organizzazioni di rappresentanza degli operatori agrituristici.
7)
Destinazione dell'intervento pubblico alle aree potenzialmente vocate per
l'attività agrituristica e in condizioni di marginalità
L'allocazione delle risorse pubbliche su base territoriale consente di
soddisfare l'esigenza di una più efficace finalizzazione della spesa, sia
in termini economici e, quindi di efficienza, che in termini di equità
sociale.
Se si escludono le recenti esperienze di programmazione effettuate dai
soggetti operanti nel territorio (cosiddetta programmazione dal basso), si
può affermare che l'intervento pubblico per il settore agrituristico è
stato finora operato indistintamente sull'intero territorio regionale.
Essendo ormai esaurita la prima fase, in cui si è cercato di offrire in
maniera generalizzata una possibilità d'integrazione del reddito agricolo
agli imprenditori, si rende necessario una più attenta ed efficace
destinazione delle risorse pubbliche.
In tale ottica, deve essere riconosciuta una priorità per l'erogazione dei
finanziamenti alle aziende localizzate nelle aree regionali maggiormente
vocate per l'attività agrituristica e nelle zone svantaggiate ai sensi
della vigente normativa comunitaria.
Naturalmente, tale criterio di priorità dovrà essere inserito in tempi
brevi in tutti gli strumenti di programmazione approvati dalla Commissione
europea (es. Complemento di programmazione del P.O.R. Sicilia), nonché in
tutti i documenti di natura programmatica operanti a livello regionale,
fatte salve le riserve finanziarie già stabilite a livello comprensoriale.
Per le suesposte finalità, sono stati individuati gli ambiti territoriali
preferenziali descritti nel successivo paragrafo.
AREE PREFERENZIALI
I territori regionali nei quali è riconosciuta la priorità per la
destinazione dell'intervento pubblico in favore dell'attività
agrituristica sono i seguenti:
- aree svantaggiate delimitate ai sensi delle direttive comunitarie
vigenti;
- aree comprese all'interno di parchi, riserve, S.I.C. (siti d'importanza
comunitaria), Z.P.S. (zone di protezione speciale), fermo restando la
preventiva verifica della compatibilità in termini ambientali e
paesaggistici;
- zone a vincolo paesaggistico ai sensi della normativa vigente;
- territori dei comuni compresi nella rete ecologica regionale, inseriti
nell'elenco riportato nella misura 1.13 del P.O.R. Sicilia.
Condizione per il riconoscimento della priorità, è la localizzazione dei
fabbricati in cui viene esercitata l'attività agrituristica nelle aree
preferenziali suddette.
AREE ESCLUSE
Sono, in ogni caso, escluse dalle aree preferenziali le seguenti zone:
- comuni con popolazione al di sopra di 150.000 abitanti;
- aree industriali identificate con deliberazione del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 30 novembre 1990 (Priolo, Augusta, Melilli,
Solarino, Floridia, Siracusa, Gela, Butera e Niscemi);
- zone non destinate all'attività agricola dagli strumenti urbanistici di
programmazione territoriale vigenti.
Inoltre, non verrà attribuita alcuna priorità alle aziende agrituristiche
il cui centro aziendale risulti localizzato nella fascia marina costiera,
compresa entro mille metri dalla linea di battigia.
ARTICOLAZIONE DEL
PROGRAMMA IN PIANI ANNUALI
Il presente programma verrà aggiornato, con cadenza annuale, nel triennio
di operatività 2005/2007, tenendo conto anche dell'evoluzione normativa
riguardante il settore agrituristico, nonché degli orientamenti
programmatici relativi all'attuazione degli interventi comunitari
destinati alla Regione.
(2005.49.3095)
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