STRALCIO Decreto 29.11.2005 pubblicato nella GURS n. 54 del 16.12.2005,- 

PROGRAMMA REGIONALE AGRITURISTICO 2005/2007


OBIETTIVI E PRIORITA'
In un'ottica di coerenza e continuità con i due precedenti programmi agrituristici, si ritiene che debbano, innanzitutto, essere confermati gli obiettivi di carattere generale già individuati nei suddetti documenti e che di seguito si riportano:
-  favorire lo sviluppo agricolo e forestale ed il riequilibrio del territorio;
-  agevolare la permanenza dei produttori agricoli nelle aree rurali con particolare riferimento alle zone montane e particolarmente svantaggiate attraverso l'integrazione dei redditi aziendali ed il miglioramento della qualità della vita;
-  valorizzare e recuperare il patrimonio rurale, naturale ed edilizio;
-  concorrere alla tutela ed alla conservazione dell'ambiente e del paesaggio e promuovere la conoscenza e l'offerta dei prodotti tipici, anche al fine di favorire la diversificazione dei flussi turistici;
-  favorire il rapporto fra città e campagna;
-  ampliare la stagionalità dell'offerta agrituristica;
-  promuovere iniziative mirate al recupero ed alla valorizzazione di tutte le risorse ed il recupero del patrimonio vario tradizionale come sentieri e trazzere.
Inoltre, sulla base dell'analisi dei fattori di rischio e opportunità evidenziati nel paragrafo precedente, si possono individuare alcuni obiettivi specifici a carattere prioritario, da conseguire nel breve o medio periodo.

 





AZIONI PREVISTE PER OBIETTIVO
Il conseguimento degli obiettivi specifici sopra individuati presuppone la realizzazione di una serie di interventi, afferenti a una pluralità di soggetti.
Si espongono, pertanto, le azioni collegate ai singoli obiettivi da perseguire, che dovranno essere attivate nel triennio di operatività del programma.

 

1)  Incremento qualitativo e diversificazione dell'offerta agrituristica - valorizzazione dei prodotti tipici regionali
Questi obiettivi specifici rivestono, senza dubbio, un'importanza fondamentale per il decollo del comparto agrituristico regionale.
E' da rivedere, innanzitutto, il sistema di classificazione attualmente operante per le aziende agrituristiche, basato su criteri più confacenti ad esercizi ricettivi di natura turistica.
Poiché l'agriturismo è definito, per norma, un'attività connessa a quella agricola, deve essere introdotto un sistema di classificazione strettamente collegato alla realtà agricola dell'azienda, come del resto avviene nelle altre regioni italiane.
Inoltre, al fine di pervenire all'incremento qualitativo e alla diversificazione dell'offerta agrituristica, si ritiene essenziale procedere all'individuazione di ulteriori parametri che devono essere posseduti dalle aziende, per il conseguimento volontario di una specifica certificazione di qualità rilasciata dall'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste.
Le aziende oggetto di certificazione potranno inserire, nel materiale promo-pubblicitario e nella segnaletica aziendale, la dizione "Agriturismo di qualità riconosciuta dalla Regione siciliana".
Il passo successivo consisterà nel riservare l'erogazione dell'aiuto pubblico, di qualsiasi tipologia e provenienza, esclusivamente alle aziende agrituristiche che già posseggono o che si prefiggono di conseguire con l'intervento pubblico la certificazione di qualità regionale.
L'individuazione dei parametri e la definizione delle modalità del nuovo sistema di classificazione regionale verranno operate, con decreto del dirigente generale del dipartimento interventi strutturali dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste, entro 60 giorni dall'approvazione del presente programma.
In particolare, la certificazione di qualità dovrà tenere conto dei seguenti aspetti:
-  valenza ambientale, storico-culturale e paesaggistica del sito di localizzazione dell'azienda;
-  offerta di un'ampia gamma di servizi fra cui, obbligatoriamente, ospitalità con ristorazione riservata agli ospiti e attività culturali-ricreative;
-  nel caso di ristorazione usufruibile anche da utenti non ospiti, questi ultimi non potranno essere di numero superiore al 50% dei posti letto autorizzati;
-  ristorazione effettuata esclusivamente con prodotti aziendali e/o provenienti da produzioni della zona certificate biologiche e/o DOP o IGP , ad eccezione di bevande e prodotti da forno;
-  ordinamento colturale ad indirizzo biologico o integrato certificato, comprendente le produzioni orticole e zootecniche;
-  presenza di prodotti aziendali biologici, DOP, IGP;
-  qualificazione professionale dell'operatore agrituristico, che comprenda la conoscenza di almeno una lingua straniera;
-  caratteristiche architettoniche degli edifici utilizzati per l'agriturismo;
-  certificazione volontaria dei processi aziendali.
Un ulteriore intervento di non trascurabile rilevanza per la diversificazione dell'offerta consisterà, infine, nella incentivazione delle attività didattiche esercitabili nelle aziende agrituristiche.
A riguardo, si prevede l'attivazione della nuova azione D della misura P.O.R. 4.15, con particolare riferimento agli investimenti finalizzati alla creazione di aziende e fattorie didattiche.


2)  Aggiornamento del quadro normativo regionale di riferimento
Si ritiene non più rinviabile la modifica e l'aggiornamento della legge regionale n. 25/94 in materia di agriturismo, al fine di consentire agli imprenditori di operare in un contesto normativo moderno ed in grado di offrire le necessarie opportunità di sviluppo e qualificazione del settore.
Si auspica, pertanto, la presentazione in tempi brevi di un apposito disegno di legge da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea regionale.


3)  Miglioramento della dotazione infrastrutturale a servizio delle aziende
Trattasi di un obiettivo di non facile conseguimento, in quanto fortemente connesso all'attivazione di cospicui flussi finanziari di spesa pubblica.
Ne deriva che risultati apprezzabili potranno essere conseguiti solamente in seguito a un'efficace sinergia di azioni, utilizzando i vigenti strumenti di programmazione regionale.


4)  Recupero e ulteriore valorizzazione delle risorse territoriali presenti nelle aree rurali
L'obiettivo è perseguibile nell'ambito di una strategia regionale di valorizzazione dell'offerta rurale del territorio, che comprende, ad esempio, la creazione degli itinerari basati sulle produzioni agroalimentari e sull'enogastronomia.
Ricadute positive, inoltre, possono derivare dalla realizzazione di tutti gli interventi previsti dal P.O.R. Sicilia in materia, fra cui sono da citare quelli afferenti ai territori della rete ecologica regionale.


5)  Innalzamento del livello professionale degli operatori agrituristici
La professionalità dell'operatore agrituristico costituisce un presupposto essenziale per un agriturismo di qualità, destinato alle fasce di utenza con elevato reddito ed alto livello culturale.
Ne deriva che la formazione preventiva e in corso d'opera degli operatori assume il ruolo di uno strumento indispensabile, per il raggiungimento dell'obiettivo.
A riguardo, nella nuova legge regionale in materia di agriturismo dovrà essere previsto il requisito della qualificazione professionale, come elemento vincolante per l'esercizio dell'attività.


6)  Più efficace posizionamento sul mercato dell'offerta regionale
La possibilità di collocare in maniera efficace e remunerativa il "prodotto agriturismo" nel mercato delle vacanze e del tempo libero, è strettamente connessa, oltre che alla qualità dell'offerta, a un'efficace e coordinata azione di promozione e pubblicità.
L'esistenza di una pluralità di soggetti operanti in maniera scoordinata nel settore della promozione, non ha finora prodotto risultati particolarmente apprezzabili.
Si dovrà, pertanto, prevedere nella nuova legge regionale l'individuazione di un unico soggetto istituzionale deputato alla promozione e pubblicità dell'offerta agrituristica regionale, anche con la partecipazione delle organizzazioni di rappresentanza degli operatori agrituristici.


7)  Destinazione dell'intervento pubblico alle aree potenzialmente vocate per l'attività agrituristica e in condizioni di marginalità
L'allocazione delle risorse pubbliche su base territoriale consente di soddisfare l'esigenza di una più efficace finalizzazione della spesa, sia in termini economici e, quindi di efficienza, che in termini di equità sociale.
Se si escludono le recenti esperienze di programmazione effettuate dai soggetti operanti nel territorio (cosiddetta programmazione dal basso), si può affermare che l'intervento pubblico per il settore agrituristico è stato finora operato indistintamente sull'intero territorio regionale.
Essendo ormai esaurita la prima fase, in cui si è cercato di offrire in maniera generalizzata una possibilità d'integrazione del reddito agricolo agli imprenditori, si rende necessario una più attenta ed efficace destinazione delle risorse pubbliche.
In tale ottica, deve essere riconosciuta una priorità per l'erogazione dei finanziamenti alle aziende localizzate nelle aree regionali maggiormente vocate per l'attività agrituristica e nelle zone svantaggiate ai sensi della vigente normativa comunitaria.
Naturalmente, tale criterio di priorità dovrà essere inserito in tempi brevi in tutti gli strumenti di programmazione approvati dalla Commissione europea (es. Complemento di programmazione del P.O.R. Sicilia), nonché in tutti i documenti di natura programmatica operanti a livello regionale, fatte salve le riserve finanziarie già stabilite a livello comprensoriale.


Per le suesposte finalità, sono stati individuati gli ambiti territoriali preferenziali descritti nel successivo paragrafo.
AREE PREFERENZIALI
I territori regionali nei quali è riconosciuta la priorità per la destinazione dell'intervento pubblico in favore dell'attività agrituristica sono i seguenti:
-  aree svantaggiate delimitate ai sensi delle direttive comunitarie vigenti;
-  aree comprese all'interno di parchi, riserve, S.I.C. (siti d'importanza comunitaria), Z.P.S. (zone di protezione speciale), fermo restando la preventiva verifica della compatibilità in termini ambientali e paesaggistici;
-  zone a vincolo paesaggistico ai sensi della normativa vigente;
-  territori dei comuni compresi nella rete ecologica regionale, inseriti nell'elenco riportato nella misura 1.13 del P.O.R. Sicilia.
Condizione per il riconoscimento della priorità, è la localizzazione dei fabbricati in cui viene esercitata l'attività agrituristica nelle aree preferenziali suddette.


AREE ESCLUSE
Sono, in ogni caso, escluse dalle aree preferenziali le seguenti zone:
-  comuni con popolazione al di sopra di 150.000 abitanti;
-  aree industriali identificate con deliberazione del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 novembre 1990 (Priolo, Augusta, Melilli, Solarino, Floridia, Siracusa, Gela, Butera e Niscemi);
-  zone non destinate all'attività agricola dagli strumenti urbanistici di programmazione territoriale vigenti.
Inoltre, non verrà attribuita alcuna priorità alle aziende agrituristiche il cui centro aziendale risulti localizzato nella fascia marina costiera, compresa entro mille metri dalla linea di battigia.


ARTICOLAZIONE DEL PROGRAMMA IN PIANI ANNUALI
Il presente programma verrà aggiornato, con cadenza annuale, nel triennio di operatività 2005/2007, tenendo conto anche dell'evoluzione normativa riguardante il settore agrituristico, nonché degli orientamenti programmatici relativi all'attuazione degli interventi comunitari destinati alla Regione.
(2005.49.3095)
 

 

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