BRUXELLES - L'Unione europea raggiunge un accordo sul nuovo Patto di bilancio, che rafforza la disciplina imponendo regole di rigore comuni sui conti, e sulla crescita, ma perde pezzi per strada e resta divisa su come risolvere una volta per tutte la crisi greca. L'intesa sul nuovo 'Fiscal compact' e' stata raggiunta, dopo un negoziato piuttosto serrato, solo da 25 stati membri: oltre che la Gran Bretagna - fuori fin dall'inizio - a sorpresa anche la Repubblica Ceca non ha sottoscritto l'accordo, pur precisando che potrebbe ritornare sui suoi passi. Mentre la dichiarazione conclusiva sulla crescita e l'occupazione e' stata approvata da tutti, tranne la Svezia il cui premier che guida un governo di minoranza, ''per ragioni parlamentari'', non e' stato in grado di sottoscriverla.
Tutti e 27 hanno invece firmato l'intesa sul nuovo fondo salva-stati Esm. ''L'accordo a 25 e' un grande risultato, considerando che la Ue e' composta da 27 stati membri'', ha commentato soddisfatto il presidente Ue Herman van Rompuy. Soddisfatto anche il presidente della Bce Mario Draghi: ''il fiscal compact e' un primo passo verso l'Unione fiscale'', ha commentato. ''Certamente rafforzera' la fiducia nella zona dell'euro''. La difficolta' della Grecia a raggiungere un accordo con i creditori privati e le polemiche suscitate dal documento tedesco che ha chiesto un commissariamento di fatto di Atene, sono stati i convitati di pietra: la questione e' stata discussadai leader ''informalmente'' a cena. ''Sono fermamente contrario a questa idea di una commissione che avrebbe per sola missione di sorvegliare la Grecia'', ha detto Jean-Claude Juncker, il premier del Lussemburgo e presidente ell'Eurogruppo.