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Indagine dell’Istituto DEMOPOLIS per l’AICCRE Sicilia

I giovani siciliani e l’Unione Europea


 I giovani siciliani e l'Unione Europea. E' il tema della ricerca dell'Istituto Demopolis i cui risultati sono stati al centro di una recente tavola rotonda, tenutasi a Catania, sul tema "A Scuola d'Europa", che ha visto la partecipazione del presidente dell'AICCRE Sicilia, on. Giuseppe Castiglione, del direttore dell'Agenzia Nazionale per i Giovani Paolo Di Caro, del sociologo dello IARD Riccardo Grassi e della responsabile dell'Unità di informazione per i giovani della Commissione Europea Natasha Jovicic.

L’indagine demoscopica, diretta e coordinata da Pietro Vento - con la collaborazione di Sabrina Titone, Giusy Montalbano e Marco Tabacchi - è stata realizzata dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis su un campione di 1.600 giovani siciliani (rappresentativo dell’universo dei cittadini residenti nell’Isola di età compresa tra i 14 ed i 20 anni), per conto della Federazione Regionale dell’AICCRE, Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa.

 “Credono nei valori tradizionali, ma confidano poco nelle istituzioni i giovani siciliani – ha detto Pietro Vento-. Si dichiarano non molto interessati alla vita pubblica e non colgono la dimensione del collettivo al di fuori dalla cerchia privata delle frequentazioni quotidiane. Tra le istituzioni politiche, l’Unione Europea ottiene la più ampia dichiarazione di fiducia. L’Europa piace, più per imponderabile fascinazione che per reale conoscenza: dei suoi organi e delle sue funzioni, delle sue politiche e dei suoi programmi, - ha proseguito il direttore dell’Istituto Demopolis - i ragazzi sanno ancora molto poco, appaiono decisamente poco informati”.

Si avverte, tra le nuove generazioni nell’Isola, la crescita di una comune identità di base, il progressivo consolidarsi di abitudini e consapevolezze che vanno al di là dei confini geografici e culturali, un senso – almeno teorico - di appartenenza al continente “Europa”.

L’indagine, realizzata dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis per la Federazione Regionale dell’AICCRE, ha analizzato in profondità la realtà giovanile siciliana, misurando i livelli di conoscenza e segnalando punti di forza e di debolezza dell'immagine dell’Unione Europea fra le nuove generazioni.

Credono nella famiglia, nelle amicizie, nell’amore. I giovani siciliani tra i 14 e i 20 anni rivelano una struttura valoriale consolidata, non differente da quella dei loro padri, ma sempre più orientata alle dimensioni individuali e personali del vivere. 

Il 31% non si fida di nessuna istituzione: si salvano soltanto le forze dell’ordine, la Chiesa, la scuola, l’Unione Europea.

Mancano punti di riferimento per i ragazzi, modelli credibili a cui ispirarsi. Il futuro, per molti di loro, non è ancora pensato, neanche immaginato.

Un’identità incerta, quella delle nuove generazioni nell’Isola: il presente appare l’unica dimensione da vivere, il più intensamente possibile.

La Rete, le nuove tecnologie e il gruppo dei coetanei acquistano un ruolo sempre più rilevante, imprescindibile per una generazione che parla poco con gli adulti, della quale si ignorano spesso i bisogni primari, le dinamiche comportamentali. La Rete è un luogo di svago, è mezzo di informazione, di intrattenimento e di socializzazione.

Nel tempo libero fuori casa – secondo l’indagine dell’Istituto Demopolis – ci si ritrova per strada, in piazza, al pub, sempre e soltanto per il gusto di stare insieme; minoritaria è la partecipazione a gruppi ed associazioni, sotto il 10% l’impegno politico e sociale.

La dichiarata simpatia e l’interesse manifestato dai giovani siciliani verso la dimensione europea potrebbero rivelarsi strategici per far ritrovare alle nuove generazioni il gusto di nuove forma di impegno, di democrazia concretamente partecipata.

“La casa Europa, per i due terzi dei ragazzi nell’Isola, significa soprattutto – ha affermato il direttore di Demopolis - libertà di viaggiare, studiare e lavorare ovunque all’interno dell’Unione, ma anche un’opportunità per rafforzare i diritti dei cittadini e dei consumatori. Tuttavia, solo il 48% ha sentito parlare della Costituzione Europea, meno di uno su cinque sa quanti sono i Paesi membri, solo il 3% è in grado di indicare correttamente in Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo le sedi delle istituzioni comunitarie. Il 45% - ha concluso Pietro Vento - non identifica neanche una delle tre città”.

Si avverte in Sicilia un deciso bisogno di informazione, anche sulle innumerevoli possibilità che l’Unione offre alle nuove generazioni.

Non secondario il dato sulle lingue: meno del 15% dei ragazzi intervistati dall’Istituto Demopolis è oggi in grado di parlare e comprendere bene la lingua inglese. L’81% dichiara una conoscenza scolastica, non sufficiente ad affrontare una conversazione con i coetanei di altri Paesi.

Voglia di nuove opportunità, dunque, ma anche l’esigenza di colmare un gap di conoscenza e informazione che permetta ai giovani cittadini siciliani di utilizzare a pieno le concrete opportunità che l’Europa offre alle nuove generazioni.

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Europa & Mediterraneo 25 marzo 2008 -
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