L'efficienza
e la sicurezza del
rifornimento
energetico fanno
parte dei temi
principali trattati
nel 2012 dalla
commissione per
l'industria, la
ricerca e l'energia.
In agenda
anche la sicurezza
delle operazioni
legate
all'estrazione
offshore di petrolio
e gas, un migliore
coordinamento della
politica energetica
esterna e il
rafforzamento della
rete energetica
europea.
Ogni anno l'Unione
europea spende più
di 400 miliardi di
euro per importare
energia
dall'esterno. Ma un
migliore utilizzo
dell'energia
permetterebbe di far
risparmiare i
consumatori e
ridurre
l'inquinamento
dovuto al
riscaldamento
globale. Nei
prossimi mesi, i
deputati voteranno
una direttiva
sull'efficienza
energetica che mira
al risparmio del 20%
di energia entro il
2020.
Gli obiettivi: ogni
anno l'1,5% di
riduzione energetica
e il 3% di
rinnovamento degli
edifici pubblici,
nuove regole per i
contratti pubblici,
la promozione di
abitazioni ad
alto risparmio
energetico (doppi
vetri, isolamento
termico dei muri…),
la cogenerazione e
una maggiore
informazione dei
consumatori.
La sicurezza
offshore
Quest'anno il
Parlamento europeo
discuterà anche di
nuove regole sulla
sicurezza nell'estrazione
offshore di petrolio
e gas. Con una
maggiore attenzione
all'ambiente. A
seguito del disastro
ambientale della
piattaforma
petrolifera
Deepwater Horizon
nel 2010, la
Commissione si è
espressa l'anno
scorso sulla
possibilità di
aprire nuove
piattaforme offshore
in Europa a
condizione che
rispettino degli
adeguati piani di
emergenza e che ci
siano le risorse per
rimediare ad
eventuali danni
ambientali.
Garanzie e
accordi
internazionali
Attualmente l'Unione
europea importa più
del 60% di gas e
l'80% del suo
petrolio. E le cifre
sono destinate a
salire. In generale
i contratti per il
rifornimento di
petrolio sono
negoziati da aziende
private. Nonostante
ciò, alle volte
vengono conclusi
degli accordi di
maggiore entità tra
governi europei e
paesi come la Russia
o la Libia. In
particolare per
quello che riguarda
la costruzione di
gasdotti e
oleodotti.
Per assicurare che
questi accordi
rispettino le regole
dei mercati
energetici
dell'Unione europea
e gli obbiettivi del
piano di sicurezza
di rifornimento, i
deputati voteranno
una proposta che
permetterebbe alla
Commissione europea
di esaminare questo
tipo di accordi
internazionali.